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Le buste in bioplastica che possono essere mangiate dagli animali

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L’invenzione proveniente dall’Indonesia che utilizza scarti per creare buste compostabili ed edibili che si sciolgono in poche ore in acqua.

bioplastica manioca

Arriva dall’Indonesia una nuova idea per ridurre l’inquinamento di plastica dei nostri mari, che trova nel sud est asiatico un grande produttore. Le buste ideate possono essere mangiate dai pesci, tartarughe e altri animali marini.

L’idea green dal grande paese asiatico

Le buste ideate hanno come principale ingrediente la manioca. Questa bioplastica è stata creata da un biologo ed il sacchetto non è tossico. Si decompone in pochi minuti non appena messo in contatto con l’acqua.

Si tratta di una risposta eco-sostenibile per ridurre l’inquinamento da plastica che attanaglia il Paese, avvelenando la fauna marina ed entrando nella catena alimentare.

L’Indonesia è il secondo paese al mondo quanto riguarda la plastica gettata in mare. Tutti noi paghiamo le conseguenze dato che la plastica entra nella catena alimentare attraverso gli animali più piccoli, avvelenando quelli sempre più grandi, portandoli lentamente alla morte.

L’ideatore è il biologo indonesiano Kevin Kumala, che ha deciso di usare le proprie conoscenze per rimediare al problema della plastica, creando una busta non tossica. Non avvelena i pesci e dopo pochi minuti che entra in acqua si scioglie rapidamente. Può essere comunque essere mangiata dai pesci perché atossica e prodotta dalla manioca.

Una soluzione al problema della bioplastica?

Il materiale si chiama Bio-cassava ed è ora prodotta dalla società Avani bioplastics. Si utilizza una pianta molto diffusa in Indonesia e che viene mangiata e utilizzata come le patate.

La pianta in natura si decompone in soli 180 giorni mentre una volta trasformata in buste biodegradabili si biodegrada letteralmente in pochi minuti.

Una risposta senza dubbio molto utile e più evoluta rispetto ai primi tipi di bioplastica che non sembra sempre in grado di sciogliersi in mare.