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Etiopia, ripreso il controllo della capitale del Tigrè: è caccia ai ribelli

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Annuncio del primo ministro etiope conferma la riconquista della capitale del Tigrè: il TPLF ha ceduto alla forza del governo federale.

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etiopia cittadini – iStock

Il primo ministro dell’Etiopia Abiy Ahmed ha annunciato alla popolazione l’avvenuta riconquista di Macallè, la capitale del Tigrè.

Ora le armate del governo federale daranno la caccia ai ribelli del TPLF.

Macallè torna sotto controllo governo federale

L’annuncio di Ahmed segna la fine, molto vicina, del conflitto che dilania il paese dall’autunno: TPLF contro forze del governo federale. La capitale del Tigrè è ora sotto controllo del governo etiope anziché sotto il fronte di liberazione.

Dopo più di 20 giorni di guerra il governo centrale può affermare di avvicinarsi alla fine, alla pace. L’ultimatum di 72 ore dato dal primo ministro ai ribelli è stato seguito da un attacco armato intimando ai 500mila abitanti di rimane in casa.

Il primo ministro racconta di un intervento militare molto veloce e conciso, ha comunicato ai suoi cittadini:

siamo riusciti ad entrare a Macallè senza colpire innocenti.

Le conferme della ripresa di Macallè sono arrivate solo ed esclusivamente dal primo ministro poiché l’intera regione è al momento in isolamento completo. I ribelli che sono fuggiti saranno ricercati dalle autorità nei prossimi giorni affinché non possano organizzare altre rivolte pericolose.

La conferma che il Fronte di Liberazione del Tigrè sia stato annientato potrà essere confermata anche da fonti esterne prossimamente.

L’offensiva scatenata a novembre

La guerra tra governo federale e TPLF si è scatenata un mese fa e ha provocato una crisi umanitaria non di piccola portata. Entrambe le fazioni si accusano di crudeltà e di aver completamente bloccato gli aiuti umanitari dall’esterno.

Durante il conflitto, si apprende su IlPost.it, sono stati attaccati anche dei civili innocenti: sono 30mila le persone rifugiate in Sudan per chiedere aiuto.

Anni di tensione tra le due parti contrapposte hanno portato al conflitto: motivazioni politiche ed economiche hanno scatenato sanguinosi attacchi e ora sembra che sia giunta la fine.