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Elezioni regionali 2020 e referendum: i primi risultati sull’affluenza

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Complici le elezioni regionali, l’affluenza al referendum della popolazione è stata piuttosto alta.

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Si concluderanno questo pomeriggio le votazioni per le elezioni regionali ed il referendum costituzionale che deciderà la riduzione, o meno, di un terzo dei parlamentari.

Si voterà ancora fino a questo pomeriggio

Ma non solo, come predetto, contemporaneamente si chiuderanno le elezioni regionali in: Valle d’Aosta, Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania e Puglia. Infine si chiuderanno anche le votazioni suppletive del Senato in Sardegna ed in Veneto.

Ricordiamo, inoltre, che tutti i seggi resteranno aperti da questa mattina alle 7 sino alle 15 del primo pomeriggio. Passando a parlare di qualche statistica, si è dimostrata particolarmente alta l’affluenza registrata la domenica intorno alle 23 di sera.

Le elezioni regionali hanno avuto tutte un’affluenza di circa il 40%

Un dato particolare che ci racconta come il 39,40% degli elettori abbia scelto questa particolare fascia oraria. Nello specifico, nelle diverse regioni l’affluenza è stata: Marche 47,56%, in Valle d’Aosta del 56,37%, in Liguria del 44,07%, in Veneto del 51,04%, in Puglia del 43,71%, in Campania del 42,80% e in Toscana del 48,29%.

Numeri più o meno simili anche per quanto riguarda l’affluenza per le elezioni regionali con il 54,2% in Valle d’Aosta, il 39,9% in Puglia, il 42,7% nelle Marche, il 39,8% in Liguria, il 45,3% in Toscana, il 46,1% in Veneto e del 38,9% in Campania. Insomma dei dati confortanti ripensando alla situazione pandemica che hanno vissuto queste votazioni.

A partire dalle 15, quindi, data di chiusura delle votazioni, inizieranno i conteggi sui voti del referendum costituzionale, seguiti successivamente da quelli per le regionali, inoltre, i conteggi per le comunali avverranno solamente dalle 9 del mattino di martedì.

Infine, ricordiamo come il referendum sul numero dei parlamentari sia il quarto referendum costituzionale della storia dell’Italia. Riguardo gli altri 3 sono rispettivamente: il referendum sul Titolo V del 2001, quello sulla riforma costituzionale del centrodestra nel 2006 e quello sulla riforma costituzionale voluta dal PD nel 2016.