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Elena Ceste, “DNA del vero assassino”: arriva la decisione del giudice

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C’è stata la valutazione della richiesta di Buoninconti di effettuare nuovi esami sui vestiti di Elena Ceste. Cosa si è deciso

Elena Ceste
Elena Ceste ed il marito Michele Buoninconti

La difesa di Michele Buoninconti sostiene che i vestiti di Elena Ceste custodirebbero la verità sull’assassino. Il giudice si è pronunciato: ecco cosa è emerso.

La difesa di Buoninconti vorrebbe nuove analisi

Aveva annunciato novità clamorose la difesa di Michele Buoninconti in carcere per l’omicidio della moglie Elena Ceste.

Secondo i legali dell’uomo alcuni elementi fondamentali non sarebbero stati sufficientemente valutati.
La richiesta presentata verteva proprio su tale questione: la possibilità di poter effettuare nuove analisi sui vestiti di Elena.

Per poter fare ciò era necessario poter accedere liberamente a tali indumenti ed è proprio quanto richiesto ai giudici.

Tutto ciò al fine chiaramente di poter ottenere la revisione della sentenza come analizza il settimanale Giallo.
La speranza sarebbe di dimostrare che sui vestiti che Elena indossava ci sia la presenza di un altro DNA.

La difesa avrebbe chiesto dunque pantaloni, maglione, collant slip ed altri vestiti, risalenti al giorno della sparizione e mai attenzionati prima.

A ricordarlo è la criminologa Anna Vagli già occupata nel tentativo di revisione della sentenza anche per Massimo Bossetti nel caso di Yara Gambirasio.

Il giudice si pronuncia nuovamente sul caso di Elena Ceste

La richiesta di accesso agli indumenti di Elena per dimostrare che su essi vi fosse un altro DNA risulta agli esperti una via incomprensibile.

Era già stato escluso che la versione raccontata da Buoninconti fosse reale: le analisi avevano infatti già stabilito che quei vestiti non erano stati trovati nel giardino come aveva raccontato Michele.

A dare la notizia del pronunciamento del giudice è proprio Roberta Bruzzone, la criminologa che già in passato si è occupata del caso

“È arrivato ora il provvedimento del giudice.. Niente indagini genetiche, solo accesso visivo ai reperti sotto la supervisione dei Carabinieri di Asti”

La criminologa Bruzzone aveva confermato in svariate occasioni l’idea che ad uccidere Elena fosse stato proprio il marito Michele, condannato a 30 anni di carcere.
Nelle scorse ore si era già pronunciata anche su questa nuova ipotesi tramite post Facebook.

L’incognita è su ciò che farà la difesa di Buoninconti dopo aver appreso la decisione del giudice.