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Dpcm, dal 18 gennaio nuove zone rosse ed arancioni

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Nel weekend dovrebbe entrare in vigore il nuovo Dpcm che dividerà l’Italia nuovamente in zona gialla, arancione e rossa.

Dpcm
Sarebbero tre le regione che passeranno in zona rossa.

Con l’arrivo del nuovo Dpcm l’Italia si appresta nuovamente ad essere divisa in zona gialla, arancione e rossa. Nello specifico da domenica 17 gennaio saranno 9 le regioni a passare nella fascia arancione e 3 nella rossa.

Ad oggi le zone arancioni sarebbero solamente cinque

Fino ad oggi, 15 gennaio, invece, le regioni dichiarate zona arancio sono “solo” 5: Lombardia, Sicilia, Calabria, Veneto ed Emilia Romagna. Come detto tutto potrebbe cambiare però nel corso di questo weekend.

Da questo weekend potrebbe cambiare tutto

Tra le regioni maggiormente quotate per passare dal giallo all’arancione troviamo il Lazio, il Friuli Venezia-Giulia, la Liguria, la Puglia, l’Umbria, le Marche, il Piemonte, la provincia autonoma di Bolzano ed infine la Provincia autonoma di Trento.

Se queste appena citate saranno diverse zone gialle pronte a passare all’arancione, ci sono molte altre zone le quali diventeranno rosse. Il colore giallo, infatti, rischierà di scomparire completamente dalla mappa delle regioni.

Fra quest’ultime, le maggiormente indiziate a a passare in zona rossa sarebbero Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia. Una nuova chiusura diventata necessaria come detto dal ministro Speranza.

Il virus, infatti, è ancora forte dato che l’Rt nazionale avrebbe superato l’1. Inoltre, per questo motivo, sono bloccati almeno fino a marzo gli spostamenti fra regioni diverse.

Inoltre sarà possibile muoversi dalla propria regione solo per fare ritorno alla residenza, spostamento da sempre garantito con l’istituzione delle nuove fasce e dei lockdown localizzati.

Nelle zone arancioni, infine, ci si potrà spostare all’interno del proprio comune. Ulteriori restrizioni in arrivo, inoltre, anche per i ristoratori i quali probabilmente vedranno una limitazione delle consegne da asporto.

Per asporto però non si intende consegna a domicilio, quella potrebbe comunque essere consentita alle attività che hanno deciso o che hanno intenzione di svolgere questo tipo di vendita.