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Crisi economica: crollo dei consumi interni e chiusura negozi

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Crisi Economica: in dieci anni hanno abbassato le serrande quasi 200.000 negozi, in particolare nel Meridione italiano

Crisi Economica: secondo uno studio della CGIA, rispetto a 12 anni fa, le famiglie italiane hanno “tagliato” i consumi per un importo pari a 21,5 miliardi di euro.

Sono quasi duecento mila i negozi di vicinato che hanno chiuso definitivamente la serranda. Il valore delle vendite al dettaglio nei negozi di vicinato è crollato del 14,5 per cento.

Crollo dei consumi: -21,5 miliardi di euro dal 2007 ad oggi

Secondo il report pubblicato dall’Ufficio studi della Confederazione Generale Italiana degli Artigiani (CGIA) i consumi delle famiglie italiane, dopo la crisi economica sono calati di 21,5 miliardi di euro, in particolare nel Meridione italiano.

“I piccoli negozi e le botteghe artigiane faticano a lasciarsi alle spalle la crisi. […] sebbene negli ultimi anni ci sia stata una leggerissima ripresa, i benefici di questa inversione di tendenza non si sentono”

sottolinea il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo.

Nel 2018 la spesa complessiva dei nuclei familiari italiani è stata pari a poco più di 1.000 miliardi di euro.

La contrazione ha interessato soprattutto il Sud Italiano, la zona d’Italia che ha registrato il maggiore decremento: in 11 anni (dal 2007 al 2018) le famiglie meridionali hanno “tagliato” la spesa mensile media di 131 euro.

31 euro è l’importo della spesa “tagliata” dalle famiglie dell’Italia centrale e 78 euro quelle del Settentrione italiano.

Veneto, Umbria e Sardegna, le regioni con trend negativo

Facendo una disamina a livello regionale, in termini assoluti, il trend più negativo si è registrato in Umbria (- 443 euro al mese), in Veneto (-378 euro) e in Sardegna (-324 euro).

L’andamento dei consumi è decresciuto anche in Lombardia, in Trentino Alto Adige, in Emilia Romagna, in Piemonte, in Veneto e in Friuli Venezia Giulia.

Liguria (+333 euro al mese), Valle d’Aosta (+188 euro) e Basilicata (+133 euro) hanno registrato trend positivi ed in contro tendenza rispetto alla situazione a livello nazionale.