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Covid, bollettino del 23 novembre: 22.930 casi e 630 morti

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Consueto aggiornamento sulla situazione della pandemia da Covid-19 nel nostro Paese con i dati diffusi dal Ministero della Salute.

Il bollettino di oggi, 23 novembre 2020, con gli ultimi dati. Crescono ancora i decessi.

Il bollettino del 23 novembre

L’evoluzione della pandemia nel nostro Paese è monitorata regolarmente dal Ministero della Salute sul portale ufficiale. Il report divulgato ogni giorno alle 17 riporta i dati riferiti alla situazione nazionale.
Dai dati si evidenzia la curva dei contagi e dei morti e la condizione degli ospedali italiani, con riferimento al numero dei pazienti sintomatici ricoverati nelle terapie intensive.
Un ulteriore dato utile per il monitoraggio riguarda il numero di tamponi eseguiti nelle 24 ore.
Ecco dunque di seguito tutti i dati ufficiali:

  • Nuovi Contagi:22.930 contro i 28.337
  • Morti: 630 contro i di ieri 562
  • Pazienti ricoverati con sintomi:- 9.098
  • Pazienti in terapia intensiva: totali 3.810
  • Guariti: 31.395 contro i 13.574
  • Tamponi: 148.945  invece dei 188.747

Come appare dai dati la curva dei nuovi casi è in diminuzione rispetto a ieri cosi come quella riferita ai pazienti guariti è in netta ripresa rispetto alla giornata di ieri. Il dato dei tamponi è in leggera diminuzione.

Terapie intensive: il documento dell’ISS

L”Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha formulato le nuove regole dettate dallo stato di emergenza che possono crearsi in situazioni particolarmente gravi.

Lo squilibrio tra le risorse a disposizione e le necessità dei malati covid, richiedono l’assunzione di criteri atti ad operare scelte particolarmente difficili.

Secondo un documento pubblicato sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità, intitolato: “Decisioni per le cure intensive in caso di sproporzione tra necessità assistenziali e risorse disponibili in corso di pandemia da Covid-19“, viene illustrata la possibilità che si vengano a creare, in questa emergenza covid, situazioni particolarmente gravi di squilibrio tra risorse disponibili e necessità.

A fronte di ciò, è indispensabile avere dei criteri di riferimento, a che si possano adottare scelte particolarmente difficili.
In parole piuttosto crude: in caso di rianimazione verrà data la precedenza a chi può sopravvivere e l’età non è l’unico criterio a cui pensare.

Il documento di cui sopra, pubblicato nella sezione Buone pratiche di SNLG per l’importanza che riveste e l’attualità dell’argomento è oggetto di consultazione pubblica.