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Coronavirus, Pierpaolo Sileri: “Vaccino non prima del 2021”

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Il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, si dice realista sui tempi da aspettare per ottenere un vaccino per il coronavirus.

Sileri coronavirus
Il viceministro della Salute ha analizzato la situazione attuale.

Intervistato da TgCom 24, il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri ha detto la sua su molti aspetti legati al coronavirus e più in generale sulla pandemia globale che affligge il mondo ormai da mesi.

Per tornare alla normalità servirebbe un’immunità di gregge

Il primo argomento trattato dal ministro è il vaccino. Su quest’ultimo Sileri si dice ottimista ma realista, infatti, secondo lui una cura non sarà pronta prima della metà del 2021.

Secondo Sileri, inoltre, la normalità si raggiungerà solamente se il virus muterà in una maniera favorevole all’uomo o se, invece, si riuscirà ad arrivare ad un’immunità di gregge. Nonostante ciò però, per il viceministro queste ipotesi sono ancora lontane dati i numeri di contagi che continuano a salire.

“Credo che il prossimo anno avremo ancora la necessità di doverci proteggere”.

Il ministro, inoltre, ha risposto anche a chi vorrebbe una riduzione del numero di giorni da rispettare per la quarantena. Sileri avrebbe, infatti, individuato in 7 giorni di isolamento, più un nuovo tampone un giusto compromesso.

Bisognerà ancora attendere per vedere discoteche e stadi pieni

Sileri si è detto ottimista anche per quanto riguarda il ritorno a scuola, secondo il viceministro, infatti, con la giusta sorveglianza andrà tutto bene. Bisognerà ancora aspettare però, come ribadito, per riavere discoteche e stadi aperti.

Infine, il ministro si espresso anche sull’argomento elezioni, il quale, secondo quest’ultimo, avverranno in totale sicurezza. Secondo Sileri, infatti, controllare il distanziamento in un ambiente con determinate regole ed un personale vigile sarà molto semplice. Nonostante ciò per il viceministro si sono sicuramente fatti passi in avanti dato che da una situazione d’emergenza si è passati ad una d’urgenza, dove per stare tranquilli basta monitorare la nascita di nuovi focolai.