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Coronavirus, si indaga in Campania sulle modifiche agli ospedali Covid center

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Al centro dell’inchiesta la realizzazione di 3 ospedali prefabbricati in Campania richiesti per combattere la pandemia da coronavirus.

Coronavirus Campania

Il pm Mariella Di Mauro ed il sostituto procuratore Giuseppe Lucantonio continuano ad indagare sugli appalti ospedalieri ottenuti dalla Campania per combattere il Coronavirus. L’attenzione degli inquirenti, nello specifico, si è rivolta alla ditta vincitrice dell’appalto, la MED, oltre che alla stessa Regione Campania.

Le procedure sono sembrate confuse per tutta la durata dei lavori

L’inchiesta sugli “appalti Covid” è stata resa possibile grazie alla pubblicazione di alcuni documenti che mostravano tutte le falle presenti nel bando. Procedure confuse, cambiamenti in corso d’opera ordinati dall’azienda e poi disconosciute dal Rup dei lavori, sono solo alcune delle procedure messe sott’occhio dagli inquirenti.

L’intera faccenda ha avuto inizio lo scorso 4 aprile, quando, in piena emergenza coronavirus, Ciro Verdoliva, direttore generale dell’Asl di Napoli 1, ha inviato alla MED una nuova planimetria dell’ospedale prefabbricato in installazione all’Ospedale del Mare di Napoli. Sarà proprio quest’ultima, la ditta vincitrice, a confermare le prime modifiche:

“La planimetria era stata approvata dal direttore generale dell’Asl Napoli 1 durante la call dell’unità di crisi, evidenziando già le prime modifiche”

Oltre Verdoliva indagati nella vicenda Santaniello e Cascone

Inoltre, ad essere indagati per aver partecipato a queste modifiche ci sarebbero: Roberta Santaniello, dirigente del gabinetto di Vincenzo De Luca e Luca Cascone, consigliere regionale, il quale non disponeva di nessun titolo per indicare le modifiche da effettuare agli ospedali.

Fortunatamente proprio all’inizio di aprile i contagi in Campania calarono e sarà lo stesso Verdoliva ad ammettere che non erano più utili tutti quei moduli di terapia intensiva:

“Oggi quei 72 posti di terapia intensiva non sono più utili, mettiamo la struttura a disposizione dei pazienti Covid con altre patologie. Questa decisione è stata presa 5 giorni fa”

Stando a questa dichiarazione le modifiche sarebbero state ordinate il 15 aprile, mentre il MED avrebbe ricevuto queste direttive a partire già dal 4 dello stesso mese. Inoltre, il 25 aprile, ben 5 giorni dopo la presentazione alla stampa, sono state ordinate delle ulteriori modifiche alla struttura, presumibilmente sempre da Verdoliva.

In conclusione dopo 60 giorni dall’aggiudicazione dell’appalto per i 3 ospedali, che dovevano essere realizzati in 18 giorni, nessuno sembra aver mai autorizzato la costruzione. Procedendo successivamente a giustificare una spesa di 18 milioni di euro per un reparto di terapia intensiva che non serviva ormai più.