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Coronavirus: Cts ipotizza coprifuoco e didattica a distanza per tutta Italia

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Il Cts chiede al Governo misure più restrittive al fine di abbassare i contagi da coronavirus, tra queste il coprifuoco alle 22:00.

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Oltre al coprifuoco, per dare una stretta al coronavirus si ipotizza anche la chiusura delle scuole, procedendo con la didattica a distanza.

Le richieste del Comitato Tecnico Scientifico

Con l’innalzamento della curva del coronavirus, il Cts ha inoltrato alcune richieste al Governo affinché ci sia una stretta maggiore. Tra queste, anche un possibile coprifuoco alle 22:00 per tutta la penisola. Le proposte sono state avanzate attraverso il consigliere del Ministro della Salute Walter Ricciardi.

La maggior parte delle misure proposte serve per far sì che la didattica in presenza possa continuare. Nelle zone dove l’indice di contagio è superiore ad 1, per limitare la circolazione del virus, si possono chiudere le palestre, i circoli ma anche tutte le attività relative al commercio non fondamentali. In tutta Italia, il lavoro agile dovrebbe diventare la norma. Per quanto riguarda i trasporti, questi dovrebbero essere rafforzati.

Il contact tracing non sta funzionando

Ricciardi ha anche spiegato che il contact tracing non sta funzionando ne analogicamente ne attraverso l’applicazione. Dunque, il contenimento del virus, così come era stato pensato, non sta funzionando e i contagiati sono fuori controllo.

Le nuove misure di contenimento del virus potrebbero arrivare sin dal prossimo weekend. Questo anche perché le terapie intensive, in alcune regioni, sono prossime al collasso, con una pressione forte sulle terapie intensive.

Ansa ha riportato le parole di Sandra Zampa, sottosegretario alla salute, in merito ad un possibile nuovo lockdown:

“Nessuno di noi sta pensando al lockdown del paese, dobbiamo fare in modo che questo non avvenga, e questo si può fare agendo sui comportamenti, meglio rinunciare ad una cena o andare a trovare gli amici”.

Zampa ha affermato che i comportamenti dei cittadini possono fare la differenza, rinunciando ad una cena al ristorante o ad una serata con amici.

Per lei, più che chiudere le scuole, bisogna provare prima tutte le altre strade tra cui, il nodo cruciale è quello dei trasporti, evidente soprattutto nelle grandi città.