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Concessioni autostradali: la protesta dei concessionari e via libera al decreto intercettazioni

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Protesta concessioni autostradali e tensione nel governo sul ‘Milleproroghe’

Concessioni autostradali in protesta: venerdì 20 dicembre è stato deciso di stilare un decreto sulle intercettazioni che invece ha ottenuto il via libera del governo.

Il Decreto sulle intercettazioni è giunto dopo che i giudici della Consulta hanno dichiarato l’illegittimità costituzionale di un articolo aggiunto in Parlamento nella conversione del Dl fiscale 119/2018.

I concessionari autostradali sono “sul piede di guerra”: c’è grande sconcerto sulla revoca delle concessioni e si nutrono forti dubbi di incostituzionalità dato che la revisione normativa

“genera una gravissima lesione dello Stato di diritto”.

Il provvedimento rischia di provocare conseguenze gravi nei confronti di diverse società concessionarie, in particolare di quelle quotate sul mercato borsistico.

Autostrade: dobbiamo attenderci i rincari del pedaggio nel 2020?

Slitta l’aumento dei pedaggi autostradali nell’anno 2020.

I concessionari avranno tempo fino al 30 marzo per presentare i nuovi piani economico-finanziari all’Autorità dei trasporti.

Il rinvio degli adeguamenti dei pedaggi autostradali riguarda le principali tratte autostradali.

Sono infatti ben 16 le tratte in concessione che hanno visto scadere l’ultimo periodo regolatorio: Satap, Strada dei Parchi, Serravalle, Autostrada dei Fiori, Brescia-Verona-Vicenza-Padova, Salt e Autostrade per l’Italia.

Il Milleproroghe “congelerebbe” i rincari della stragrande maggioranza della rete autostradale, prevedendo uno slittamento massimo per la loro ridefinizione fino a giugno.

Milleproroghe sulle concessioni autostradali: Dissenso dei renziani

Italia viva in Consiglio dei ministri non ha votato le norme inserite nella bozza di decreto Milleproroghe sulle concessioni autostradali.

Milleproroghe: Piano Innovazione Digitale ed Ecocrimine

Il capo delegazione del Pd al Governo, Dario Franceschini, ha sottolineato che non c’erano le condizioni per approvare il Piano per l’Innovazione digitale.

“C’è bisogno di un approfondimento e le norme […] potranno essere inserite in un emendamento in sede di conversione del decreto”.

Inoltre, lo Stato ha dato una risposta all’aggressione degli ecocriminali sui nostri territori.

All’interno del Milleproroghe appena approvato, si è acconsentito ad avere 50 uomini in più del Noe, il Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri.