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Conai presenta il nuovo Green Economy Report

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I rifiuti dove vanno a finire? E’ dal 2019 che una parte viene destinata al riciclo e il 19,2% va nelle discariche.

Sono numerosi i vantaggi di una città pulita anche in termini economici.

Gli imballaggi dopo la raccolta differenziata

L’impiego di imballaggi in Italia è arrivato a toccare i 13,6 milioni di tonnellate all’anno. Questi, dopo essere stati utilizzati, diventano il 28% dei rifiuti urbani o circa l’8% del totale dei rifiuti che si produce.

Per quanto sia una parte minore è decisamente visibile e rappresenta insieme alla raccolta dell’organico un grosso impegno di smaltimento da parte del governo.

La Conai, il Consorzio nazionale imballaggi, come riportato da greenreport.it, ha presentato il suo Green economy report affianco alla Fondazione per lo sviluppo sostenibile.

Nel 2019 il risparmio di materia prima divisa in: vetro, carta, plastica acciaio e alluminio, derivato dal riciclo degli imballaggi ha toccato i 4 milioni e 469mila tonnellate.

Con la gestione Conai si è arrivati a risparmiare anche quasi 23 terawattora di energia primaria. Questo ci ha consentito di evitare l’emissione di oltre 4 milioni e 300mila tonnellate di CO2 (il beneficio in denaro equivale a 124 milioni di euro).

Potenziare le tecnologie per il riciclo

Occorre ricordare che segnare l’aspetto economico della gestione rifiuti da imballaggio è tutt’altro che facile.

Per questo bisogna aver bene a mente che mantenere pulite le proprie città costa, allo stesso modo che nelle nostre abitazioni.
In Italia ogni anno vengono versati circa 10 miliardi di euro di Tari per  l’igiene cittadina.

Per un Paese come l’Italia che opera nel manifatturiero ma scarseggia di materie prime, contare su quelle recuperate dal riciclo è molto.

Tuttavia in questo percorso virtuoso l’anello debole consiste nel fatto che le materie prime non si ri-comprano a sufficienza.

Edo Ronchi, alla guida della Fondazione ha affermato come nel 2020, anno della pandemia, la domanda e i prezzi di mercato delle materie prime vergini siano molto scesi a causa del calo delle attività produttive e dei consumi, in particolare delle plastiche e della carta.

Inoltre ha aggiunto Ronchi che, se non ci fosse stata una organizzazione adeguata, avremmo avuto la concreta possibilità di vedere i rifiuti per strada, in quanto il loro riciclo, la forma di gestione principale cui è destinata, non era conveniente a causa del calo dei prezzi di mercato per le materie prime.