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Christian Jessen, chi è il dottore e presentatore inglese al centro della polemica?

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Chi è Christian Jessen, il Dottore di “Malattie imbarazzanti” al centro della polemica per la sua frase contro gli italiani e il Coronavirus

christian jessen

Scopriamo tutti i segreti di Christian Jessen, dall’infanzia alla formazione, dall’esperienza televisiva alla vita privata, fino ad arrivare alle esternazioni contro gli italiani e il Coronavirus.

Chi è Christian Jessen

Nasce ad Hammersmith, a Londra, il 4 marzo del 1977, sotto il segno zodiacale dei Pesci. Jessen è un noto dottore, divenuto celebre in tutto il mondo per le sue conduzioni televisive.

Vive nella capitale inglese, dove si laurea nel 2000 alla Univesity College. Dopo aver studiato Medicina generale, malattie infettive e salute sessuale contro l’Hiv, si trasferisce in Kenya e poi in Uganda, dove insegna in diverse scuole e si occupa dello studio di malaria e Aids nei bambini.

Tornato in Europa, lavora nella clinica londinese Doctorcall, ad Harley Street, dove si occupa di migliaia di pazienti.

Tra i programmi tv per cui è più noto si ricorda “Malattie imbarazzanti”, andato in onda per molti anni su Real time.

Fidanzato e vita privata

Nel 2013, Christian Jessen ha dichiarato, nel corso di un’intervista, di essere omosessuale.

Sui social, è particolarmente attivo sul suo profilo su Facebook.

Il Dottore sarebbe legato sentimentalmente a un compagno da diverso tempo: si tratta di Rogerio Barreto, un brasiliano trapiantato a Londra che condivide con lui un delizioso appartamento con vista sul Tamigi.

La polemica sul Coronavirus

Nel marzo del 2020, Christian Jessen si mette al centro dei media di tutto il mondo per un’affermazione relativa all’epidemia di Coronavirus cinese, che ha travolto anche l’Italia.

Secondo il Dottor Jessen, i numeri di malati e morti di Coronavirus sarebbero meno allarmanti di quelli prodotti da una normale influenza, e gli italiani avrebbero sfruttato il virus come pretesto per smettere di lavorare e risposarsi.

“Gli italiani, per qualsiasi motivazione, sono pronti a spegnere tutto e a smettere di lavorare, così da concedersi una lunga siesta“.