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Chi è Giovanni Floris? Biografia del conduttore di Dimartedì

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Giovanni Floris, giornalista e inviato chi è il conduttore del talkshow politico Dimartedì? Vita, carriera e curiosità.

Biografia Giovanni Floris

Chi è il conduttore di Dimartedì da ben 7 edizioni, Giovanni Floris? Vita, curiosità, famiglia e carriera.

Giovanni Floris, vita e carriera

Giovanni Floris è il conduttore del programma che va in onda da 7 anni il martedì su La7 chiamato Dimartedì: un talkshow a sfumatura politica.

Nato il 27 dicembre del 1967 a Roma, Giovanni Floris ha sempre avuto un sogno nel cassetto che negli anni è diventato realtà: lavorare in televisione.

Ha preso la maturità classica per poi laurearsi in Scienze Politiche all’Università Luiss di Roma. Ha terminato il suo percorso di studi frequentando la Scuola di Giornalismo Radiotelevisivo di Perugia.

Mentre ancora portava a compimento gli studi ha collaborato con molte testate giornalistiche di spicco come L’Espresso, L’Aventi e Il Messaggero.

Nel 1996 è stato inviato televisivo della Rai in diversi paesi: Germania, USA, Argentina, Cina, Giappone, Thailandia, Indonesia, Svezia e Lettonia. Successivamente ha ricoperto il ruolo di conduttore e redattore.

Mentre ancora lavorava come inviato per la Rai negli Stati Uniti, Floris è diventato il corrispondente sul campo dagli USA quando le Torri Gemelle crollarono nel 2001. Floris era lì:

L’esperienza umana fu drammatica e quella professionale massacrante.

Per ricoprire questo ruolo importante si trasferì per un anno a New York con la moglie per poi rimpatriare. Approdò subito nel mondo televisivo dall’altra parte dello schermo come conduttore grazie a Ballarò per 12 anni sotto la sua conduzione.

Nel 2014 cambia canale passando dalla Rai a La7 e diventa conduttore di Diciannovequaranta e Dimartedì. 

Oltre ad essere giornalista e conduttore televisivo ha scritto molti saggi, libri ed è docente di comunicazione televisiva all’Università di Teramo.

Conduce 7 edizioni del talkshow Dimartedì

Il programma televisivo, format Talkshow, Dimartedì ha iniziato ad andare in onda quasi 7 anni fa, nel 2014.

Un programma a sfondo prettamente politico condotto e anche ideato proprio da Giovanni Floris in onda il martedì in prima serata su La7 la rete dedicata anche ad altri programmi di approfondimento come L’Aria Che Tira, Tagadà o Non è l’Arena con Massimo Giletti. Tratta temi di politica e attualità.

Dimartedì si apre con una copertina iniziale di tipo satirico affidata negli anni a diverse persone: ultimamente, esattamente come fece a Ballarò, Floris l’aveva affidata a Maurizio Crozza. Anche il comico Gene gnocchi ha preso parte alla copertina satirica per abbandonarla proprio nell’estate 2020.

In studio durante le riprese in diretta sono presenti personaggi noti in ambito economico, politico ma anche della società e di giornalismo.

La partenza del programma nel 2014 non fu tra le più esplosive con un share molto basso ma poi nel 2015 ha perfino superato Ballarò registrando il 5,91% di share diventando uno dei programmi più seguiti su La7.

Nel 2018 un picco impressionante di telespettatori: 3 milioni di italiani stavano guardando Dimartedì con uno share del 14%.

Curiosità e Amore

Il giornalista Floris è sposato da anni con Beatrice Mariani anche lei scrittrice e docente all’Università di Roma. I due hanno avuto due splendidi figli maschi: Fabio e Valerio. Si sono conosciuti ai tempi dell’università a Roma, proprio alla Luiss.

Insieme alla moglie Beatrice, Floris ha scelto la sigla del programma Dimartedì del 2017: Sixteen Tons. La canzone è un antico canto popolare di minatori americani che parla della fatica di lavorare ogni giorno.

Si legge su DonnaGlamour.it che Floris ha commentato tale scelta con Tv Sorrisi e Canzoni puntualizzando che l’idea è di Beatrice Mariani:

Ci è piaciuta perché mette insieme musica familiare e temi sociali, soprattutto quello del lavoro.

Giovanni Floris, famoso conduttore del piccolo schermo, è un appassionato del cinema e in passato ha recitato nel film ‘Questa notte è ancora nostra’.

Quando lavorava come inviato in America si avvicinò troppo ad una lettere tossica senza saperlo e ha dovuto sottoporsi ad una cura anti antrace per la sua sicurezza.