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Chernobyl, la serie Tv risveglia il dolore: uno dei liquidatori si suicida

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Uno dei liquidatori di Chernobyl, dopo aver visto la serie TV evento non ce l’ha fatta e ha deciso di suicidarsi. Ecco cosa è successo

26 Aprile 1986 disastro di Chernobyl

Il disastro di Chernobyl avvenne presso la centrale nucleare il 26 aprile 1986 e una serie televisiva evento ha riaperto quella ferita, così grande da portare uno dei suoi liquidatori al suicidio.

La serie tv in onda su Sky Atlantic 

Sono passati esattamente 33 anni, dall’esplosione del reattore numero 4 della centrale di Chernobyl, l’incendio che sprigiona una grande nuvola di materiale radioattivo che contamina l’area attorno alla centrale e dove 336 mila persone furono costrette ad evacuare.

La più grande catastrofe della storia nucleare, una delle peggiori, che ha ispirato la serie originale Sky e HBO in cinque episodi , che racconta gli atti di coraggio e di quanti provarono a salvare l’Europa da un disastro inimmaginabile.

La serie ripercorre questa indimenticabile tragedia ed evidenza le straordinarie storie degli eroi, che hanno rischiato la vita per arginare la catastrofe.

Il suicidio di uno dei liquidatori

La notte del 26 aprile 1986  la centrale nucleare di Chernobyl è scossa da un’esplosione, uno dei più gravi incidente mai verificatosi in una centrale nucleare dove  il conteggio delle vittime è ancora incerto e largamente dibattuto.

Uno degli eroi ‘liquidatori’ del reattore nucleare di Chernobyl , dopo aver visto la serie tv non ha retto il ricordo e si è suicidato, come si evince da Daily Mail.

Il protagonista di questa storia è Nagashibay Zhusupov, un uomo di 61 anni, che subito dopo l’esplosione, intervenne per limitare la diffusione delle radiazioni del reattore numero 4.

La figlia, Gaukhar, 25 anni, racconta che si sarebbe tolto la vita dopo avere guardato la serie “con le lacrime agli occhi“.

La serie ha risvegliato ricordi molto dolorosi, sottolinea Bakitzhan Satov, presidente dell’associazione che riunisce i liquidatori di Chernobyl. L’enorme sacrificio fatto e l’umiliazione della mancata assegnazione dell’alloggio, avrebbe riacceso la disperazione di non avere mai ottenuto l’alloggio popolare costringendo lui e la sua famiglia a stabilirsi in un dormitorio.

Dopo il disastro, oggi

La centrale nucleare era costituita da quattro reattori responsabili della fornitura dell’energia elettrica sull’intero Paese. Dopo lo scoppio nel reattore numero 4 il governo ha dovuto continuare a mantenere attivi gli altri tre reattori, per non interrompere tale fornitura.

Nel 1991, ci fu un incendio nel reattore numero 2, dopo essere stato dichiarato danneggiato, viene dismesso, mentre nel 1996 cessa l’attività del reattore numero 1.

Il presidente ucraino Leonid Kučma, il 15 dicembre del 2000, dichiara l’interruttore nel reattore numero 3, ultimo residuo dell’intero impianto.

Mentre il reattore numero 4 è sepolto sotto una struttura in cemento e acciaio, costruita per limitare la contaminazione radioattiva dell’ambiente.