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Calcioscommesse, Izzo simulò un infortunio per non partecipare ad una combine

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Il giocatore del Torino, Armando Izzo, ha confessato l’episodio nel processo avvenuto al Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli.

Izzo
Furono diversi i giocatori di Modena ed Avellino messi sotto indagine

Sono, purtroppo, diversi gli episodi di calcioscommesse avvenuti nel nostro paese, non ultimo quello che ha coinvolto il difensore del Torino Armando Izzo. Proprio quest’ultimo, infatti, sarebbe stato interrogato nel processo avvenuto al Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli.

L’episodio risale al 2014 quando Izzo militava nell’Avellino

Izzo, nel corso della sua deposizione, ha raccontato come sia stato coinvolto nella combine ma che abbia finto un infortunio per non scendere in campo. Questa sarebbe stata una delle risposte date dal giocatore alle domande del sostituto procuratore antimafia Maurizio De Marco.

Il processo, come predetto, è stato fatto nell’ambito delle scommesse calcistiche affiliate alla camorra. L’episodio dove il difensore finse l’infortunio, come ha raccontato nel corso del processo, risale alla partita del 17 marzo 2014 del campionato di serie B tra Modena ed Avellino.

Già in passato il calciatore fu avvicinato per organizzare delle combine

All’epoca Izzo militava fra le fila della squadra campana quando fu contattato a Secondigliano, a casa della madre, da Luca Pini, un gioielliere, anch’esso indagato nel processo. Pini chiese un incontro ad Izzo per consegnargli dei monili.

Sfortunatamente però, all’appuntamento, avvenuto in un ospedale, oltre all’orefice e all’atleta si presentarono Umberto e Antonio Accurso, elementi di spicco della camorra di Secondigliano e parenti di Izzo.

Nonostante ciò Izzo ha dichiarato di essere salito in un taxi per andare via appena i due hanno provato l’approccio. Non solo, il ragazzo originario del napoletano avrebbe già avuto a che fare con la malavita già a Trieste. Anche all’epoca, infatti, gli chiesero di prender parte ad un combine.

Quindi, il giocatore si sarebbe rifiutato di collaborare in entrambe le occasioni uscendone pulito. Ricordiamo, inoltre, come altri calciatori coinvolti nel campionato di serie B di quell’anno furono accusati ed, in alcuni casi, persino dichiarati colpevoli.