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Biodiversità: scoperto il Covid-19 nei visoni selvatici americani

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Dei visoni si è ampiamente letto, per il loro coinvolgimento come “ animali da pelliccia”, contaminati dalla pandemia da coronavirus.

Visoni fuggiti dagli allevamenti: possibili contaminazioni.

Visoni selvatici contaminati

Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) ha affermato che un visone selvatico dello Utah è risultato positivo al test.

A seguito dei focolai di coronavirus negli allevamenti di animali da pelliccia si sono uccisi migliaia di visoni.

Sono stati campionati diversi animali di diverse specie di fauna selvatica e tutti sono risultati negativi. L’agenzia ha voluto specificare che:

“Per quanto si conosca è il primo animale selvatico  riproduttivo in libertà con SARS-CoV-2”.

Il rilevamento del visone selvatico contagiato è avvenuto in seguito ad uno studio nell’area che circondava un allevamento contaminato.

Il visone americano è in parte acquatico le sue origini sono del Nord America, in seguito si sono ampiamente propagati in Nord e Sud America, Asia e Vecchio Continente.

Considerata la particolare propensione al contagio dei visoni al Covid, si è dovuto provvedere al loro abbattimento.

In Danimarca parte del paese è stata bloccata dopo che le autorità danesi hanno scoperto che i cambiamenti genetici potrebbero minare l’efficacia dei futuri vaccini Covid-19.

Inoltre l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha affermato che i rapporti sono preoccupanti, ma sono necessari ulteriori studi per comprendere le implicazioni per trattamenti e vaccini.

D’atra parte il coronavirus, come tutti i virus, muta nel tempo.

Non ci sono prove che nessuna delle mutazioni riscontrate in Danimarca rappresenti un pericolo maggiore per le persone.

Visoni fuggiti o liberati

Tuttavia alcuni visoni sono fuggiti o sono stati liberati, diventando un rischio e una preoccupazione per la fauna originaria del luogo.

Riferisce greenreport, che  tra agosto ed ottobre scorsi, l’Aphis ha verificato la presenza del Covid in specie selvatiche nello Utah, Michigan e Wisconsin.

Tuttavia la International society for infectious diseases ha voluto precisare che ora non si hanno prove “certificate” che la SARS-CoV-2 si sia diffusa nelle popolazioni selvatiche vicine agli allevamenti di visoni contagiati.

Questo perché la sequenza del genoma virale preso dal campione di visone selvatico dell’Nvsl, non era distinguibile da quelle ricevute dai visoni d’allevamento infettati.

A dire il vero la notizia del primo visone selvatico trovato positivo al Covid-19, desta preoccupazione in Dan Horton, insegnante di veterinaria alla facoltà di Surrey.

Il quale ha aggiunto come sia  noto che i visoni scappano dagli allevamenti per tornare nel loro habitat naturale.

Si pensa che nel Regno Unito ci sia una popolazione di visoni scappati da allevamenti di animali da pelliccia diversi anni fa. Raramente si registrano loro contatti con gli umani.

Tuttavia queste possibili contaminazioni rafforzano la necessità di intraprendere la sorveglianza della fauna selvatica e di mantenere alta la vigilanza.

Dan Horton ha fermato alla BBC News di aver paura che l’infezione possa dilagare tra i visoni selvatici. Anche se ha aggiunto come sul momento, esistano certezze che l’infezione passi tra visoni, fuori dagli allevamenti.