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Beirut, aggiornamento sull’esplosione: 5.000 feriti e sospetto sabotaggio legato Hazbollah

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L’esplosione del magazzino a Beirut è un disastro, l’aggiornamento: 5.000 feriti e 135 morti accertati, si parla di un sospetto sabotaggio legato a Hezbollah.

aggiornamento esplosione beirut
esplosione magazzino portuale a Beirut

Aggiornamento sull’esplosione a Beirut del magazzino contenente 2.750 tonnellate di materiale esplosivo: nitrato di ammonio, razzi e missili all’interno.

Il numero dei feriti è salito nelle ultime 24 ore: ieri si contavano 4.000 persone ferite e 100 morti mentre oggi siamo arrivati a 5.000 feriti e 135 morti accertati.

Il bilancio dei feriti e dei dispersi è preoccupante tanto quanto la paura legata alla tossicità dell’aria legata ai fumi tossici liberati con l’esplosione.

Hanno avanzato un’ipotesi di sabotaggio che mostra una ricostruzione dell’accaduto inquietante e macchinosa.

Si pensa che un commando di uomini abbia volontariamente appiccato il fuoco nel magazzino senza sapere l’effettiva quantità di nitrato di ammonio presente: l’obiettivo era attribuire la colpa a Israele.

La fonte dell’Intelligence ipotizza ci siano quindi dei legami con Hezbollah, ecco i dettagli dell’aggiornamento sull’esplosione a Beirut.

Aggiornamento esplosione Beirut

L’ipotesi di sabotaggio recentemente proposta dall’Intelligence dà la colpa a un commando di 4 uomini.

I malviventi avrebbero appiccato l’incendio per attribuire la responsabilità a Israele con due obiettivi chiari:

  1. denunciare l’aggressione israeliana poco prima del verdetto dell’ONU sui membri di Hezbollah che hanno contribuito all’omicidio di Rafiq Hariri
  2. giustificare l’attacco a Israele di Hezbollah

Non erano completamente a conoscenza della reale quantità di nitrato stipato nel magazzino.

Soprattutto non sapevano fosse pieno di razzi e missili: questo connubio ha scatenato la tragedia.

Per ora Beirut si concentra sull’incidente causato dalla negligenza delle autorità portuali e non sull’ipotesi di sabotaggio.

Tutti gli ufficiali del porto sono ai domiciliari, come aveva promesso il primo ministro libanese Hassan Diab:

i responsabili pagheranno

Il capo della dogana Badri Daher si discolpa ricordando che la sua agenzia aveva chiesto di togliere il nitrato di ammonio dall’area portuale.

Purtroppo le sue richieste non sono state ascoltate:

Ciò non è accaduto. lasciamo agli esperti determinare i motivi

L’ipotesi dell’attentato non è stata accantonata completamente perché luogo e tempistiche si rivelano essere una coincidenza estremamente sospetta.

Israele e il gruppo sciita musulmano appoggiato dall’Iran, Hezbollah, si sono dichiarati innocenti e non coinvolti.

Le conseguenze dell’esplosione: i danni

Il numero dei morti è salito da ieri e anche i feriti, i dispersi non si contano ancora ma sono tanti e sparsi sotto le macerie.

Il governatore Marwan Abooud conferma che al momento più di 300 mila persone sono senza casa.

I danni materiali ad ora calcolati ammontano a 3 miliardi di dollari, 3 ospedali sono distrutti e due gravemente danneggiati.

La Francia come altri paesi dell’UE è pronta ad aiutare il Libano in questa situazione surreale.

Stato di emergenza dichiarato per le prossime due settimane in Libano, il governo a conferito ai militari massimo potere e raggio di azione per contenere la catastrofe.