Home Cronaca Allarme febbre del Nilo: 6 contagi nel Lodigiano, al via la disinfestazione

Allarme febbre del Nilo: 6 contagi nel Lodigiano, al via la disinfestazione

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Diversi i comuni del Lodigiano dove si sono registrati alcuni casi sospetti di febbre del Nilo, scattati i controlli e le disinfestazioni dalle zanzare.

Febbre del Nilo nel Lodigiano
Zanzara Culex

Scatta l’allarme per la febbre del Nilo a causa di diversi sospetti contagi nel Lodigiano. Scattano controlli e disinfestazioni.

6 casi di Febbre del Nilo nel Lodigiano

La West Nile Fever è una patologia per lo più asintomatica che può dare anche febbre, mal di testa, sfoghi cutanei ed ingrossamento dei linfonodi.

La febbre del Nilo è come suggerisce il nome presente in Africa ma non solo: si registra anche in tutti gli altri continenti compresa l’Europa.
In alcuni casi può risultare molto grave con febbre molto alta e convulsioni fino al coma e alla morte per encefalite.

In alcuni comuni del Lodigiano si sarebbero verificati 5 casi certi ed uno ancora in conferma, a dichiararlo in una nota è l’Ats come riporta Fanpage.

Al via le disinfestazioni nei comuni colpiti

I comuni interessati per ora dei contagi sarebbero 6: Graffignana, Borghetto, Vidardo, Casaletto, Massalengo e San Martino.

Come ha riferito sempre l’Ats nei comuni in cui si sono registrati i casi di West Nile è in partenza un’azione di disinfestazione dalla zanzare che sono il veicolo della malattia.
Il contagio di West Nile non avviene tra persone ma attraverso la puntura di un tipo specifico di zanzara, chiamata “culex”.

Ad allarmare era già stato nelle scorse settimane il ritrovamento di alcune zanzare positive al virus nella Bassa e nel comune di Borghetto.
I veterinari avevano lanciato l’allarme che la malattia potesse a breve colpire gli esseri umani e così è stato.

Nonostante il numero di contagi quello del Lodigiano non è un caso raro, già negli scorsi anni vari contagi da West Nile si sono riscontrati in diverse zone.

Alcuni dei contagi avevano anche portato a conseguenze mortali come nei casi registrati a Pavia, Lodi e Mantova.