Bufera su Jebreal per le frasi sul padre di Meloni e sulla leader stessa

Pochi giorni dopo le elezioni politiche stravinte da Giorgia Meloni e da Fratelli d’Italia, è apparsa sulla stampa spagnola una notizia, in realtà vecchia di 27 anni, sul padre della futura presidentessa del Consiglio, condannato per narcotraffico. C’è chi ha deciso di non riportare il fatto e chi, invece, l’ha quasi strumentalizzato, come Rula Jebreal, giornalista italo-israeliana, che ha attaccato la leader di FdI.

Jebreal
Rula Jebreal – lettoquotidiano.it

Proprio dal partito di Meloni (e anche da Carlo Calenda, frontman del terzo polo e fondatore di Azione) sono arrivate le accuse per la giornalista, mentre la numero uno di Fratelli d’Italia ha annunciato querela. Non solo, nei confronti di Jebreal è partita una vera e propria shitstorm.

Jebreal nel mirino di Fratelli d’Italia (e di Meloni) per le parole sul padre della leader

Il trionfo di Giorgia Meloni alle elezioni politiche di domenica 25 settembre non è passato inosservato neanche in Spagna. Qualche giorno dopo l’esito dei risultati che hanno consacrato Fratelli d’Italia, infatti, sulla stampa iberica è riapparso un caso di cronaca giudiziaria di 27 anni fa in cui si ricordava che il padre della leader, Francesco, era stato condannato a nove anni di carcere per narcotraffico.

Meloni
Giorgia Meloni – lettoquotidiano.it

Una vicenda di per sé già datata, ma che di fatto ha anche poco a che fare con la politica romana, che è stata abbandonata dal padre quando aveva un anno, che con lui aveva chiuso i rapporti a undici anni, ovvero sette anni prima della condanna, e che è anche morto.

Al di là di ogni considerazione deontologica, anche in Italia è arrivata la (non) notizia: alcuni quotidiani hanno deciso di riportarla, mentre altri no. Stessa cosa fatta dai giornalisti (in autonomia). Ecco, Rula Jebreal, cronista e opinionista italo-israeliana di origini palestinesi, rientra nella prima fattispecie.

In un tweet, la giornalista ha scritto che Meloni, in occasione della campagna elettorale, avrebbe detto che “i richiedenti asilo sono criminali che vogliono sostituire i cristiani bianchi“. “Ironia della sorte – ha continuato – il padre di Meloni è un famigerato trafficante di droga/criminale condannato che ha scontato una pena in un carcere spagnolo“. In pratica, tutto sbagliato, soprattutto per Fratelli d’Italia, che è andato subito in soccorso di quella che diventerà la prima premier donna della storia della Repubblica italiana.

Daniela Santanchè, senatrice e sottosegretaria alla presidenza del Consiglio nel quarto governo di Silvio Berlusconi, ha detto che la numero uno di FdI non ha mai pronunciato una frase del genere e ha invocato l’intervento dell’ordine dei giornalisti perché “prenda immediati provvedimenti“.

Per Massimo Ruspandini, suo collego al Senato, invece, “Jebreal ha superato il limite“, per Paola Frassinetti, eletta a Montecitorio, “getta discredito“, mentre per Ylenja Lucaselli, sempre deputata per FdI, “è prova di squallore radical chic“. Insomma, nessuno l’ha presa bene (e ci mancherebbe).

Francesco Lollobrigida, capogruppo alla Camera del partito di Meloni e cognato della stessa leader, ha detto che “le affermazioni diffuse via social dalla signora, anche se è difficile definirla tale, Rula Jebreal, sono vergognose e farneticanti“.

Dopo aver ripercorso la storia personale della vincitrice delle elezioni, ha detto che lei “di quell’uomo fu vittima e oggi lo è anche di una giornalista senza scrupoli né alcun limite etico, che pur di aggredirla è pronta a sfruttare una vicenda dolorosa rispetto alla quale Giorgia Meloni non solo è estranea, ma ne è rimasta danneggiata sotto ogni aspetto“. La seconda cosa ancora più grave, ha concluso Lollobrigida, è il fatto che quelle parole attribuite alla premier in pectore non le abbia mai pronunciate: “È evidente che il risultato elettorale ha obnubilato le menti di molti, spingendoli a prendere posizioni ingiustificabili“.

In soccorso di sé stessa, poi, è arrivata la stessa Meloni. Anche lei ha ripercorso la sua vicenda personale con il padre, attaccando anche la stampa italiana, che non ha avuto tatto, ma ha anche scritto a Jebreal che spera “che potrà spiegare al giudice quando e dove avrei fatto la dichiarazione che lei mi attribuisce“.

Jebreal contro (il padre di) Meloni, la shitstorm nei confronti della giornalista italo-israeliana

Il tweet di Jebreal, comunque, non è stato tema di argomento solo della politica, anche se, pure Carlo Calenda, frontman del terzo polo e fondatore di Azione (quindi non vicino alla presidentessa di FdI), ha voluto dare un consiglio alla giornalista italo-israeliana, ma anche di molte persone “comuni”.

E non importa quanto siano distanti o meno dalla politica romana, perché l’opposizione deve partire dai temi, appunto, e non da vicende personali che poco sono rilevanti per giudicare una leader e una futura presidentessa del Consiglio capace politicamente.

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