Mattia Luconi, parla il padre: non si può morire per la pioggia

Dopo alcuni giorni dall’identificazione della 12 vittima dell’alluvione marchigiano, Mattia Luconi, il padre si sfoga.

Mattia
Mattia – LettoQuotidiano.it

L’uomo ha dichiarato che presenterà un esposto in Procura poiché ‘non è possibile al giorno d’oggi morire per la pioggia’.

La scomparsa di Mattia

Prima di approfondire le vicende di cui è protagonista la famiglia Luconi, che ha perso il piccolo Mattia, facciamo un passo indietro.

Il 15 settembre si verificò una terribile alluvione che devastò diversi Paesi nel centro Italia, in particolare nella regione Marche, dove ci sono stati finora 12 morti accertati.

La furia della pioggia, che in poche ore cadde in una quantità tale a quella che solitamente si verifica in 3 ore, provocò l’esondazione di corsi d’acqua importanti come il Nevola.

Proprio nei pressi del Nevola, uno dei dispersi fu il piccolo Mattia di 8 anni, che venne letteralmente strappato dalle braccia della madre Silvia.

Per ore la Protezione Civile e i Vigili del Fuoco si sono concentrati nella ricerca del bambino e delle altre persone che risultavano disperse, fra cui la 56enne Brunella che ancora non si trova.

La mamma Silvia, che in quel momento era con il bambino, non ha potuto fare nulla per salvarlo e lei stessa è rimasta ferita dalla furia della pioggia.

Il ritrovamento degli effetti di Mattia

Portavoce della storia di Mattia è stato fin dal primo momento il padre Tiziano e ovviamente sono arrivati molti appelli anche dall’ospedale in cui è stata ricoverata la mamma.

Dopo giorni in cui si sono battute a fondo le zone circostanti, vengono ritrovarti alcuni oggetti appartenenti a Mattia, in particolare lo zaino e successivamente le scarpe.

Questi effetti personali hanno un duplice effetto nell’uomo, infatti se da una parte egli spera con tutte le sue forze che il bambino possa essere vivo, magari nascosto da qualche parte, allo stesso tempo teme per il peggio.

La realtà dei fatti arriva cruda come una doccia gelata, nella giornata di venerdì scorso infatti viene trovato il corpo di Mattia.

Il ritrovamento del corpo

Dopo 8 giorni dalla sua scomparsa, Mattia Luconi viene ritrovato senza vita, riconosciuto grazie alla maglietta che indossava.

La zona del ritrovamento del corpo
La zona del ritrovamento del corpo – LettoQuotidiano.it

Poche ore dopo è stato effettuato il test del Dna che ha confermato che la vittima era proprio il piccolo Mattia.

Il corpicino è stato ritrovato dai Carabinieri in un terreno nel Comune di Trecastelli, in seguito alla segnalazione di un residente.

La salma era avvolta completamente dal fango e ovviamente, essendo scomparso da diversi giorni, era in avanzato stato di decomposizione.

Un colpo al cuore per il papà Tiziano che in lacrime aveva affermato di non avere più nulla da perdere se avessero trovato il figlio senza vita.

Una famiglia straziata dal dolore quella dei Luconi, che ora chiede giustizia per il loro bambino morto in una maniera tragica e inaccettabile.

La rabbia dei genitori di Mattia

Tiziano e Silvia chiedono ora giustizia per la morte del piccolo Mattia, in particolare il padre ha affermato che verrà presentato un esposto in Procura poiché nel 2022 non è possibile morire per la pioggia.

“non voglio che altri bambini vengano sacrificati in maniera così assurda. voglio giustizia, anche perché mio figlio poteva essere salvato, infatti se fosse stata diramata l’allerta non l’avrei fatto uscire”

queste le parole di Tiziano in un’intervista al Corriere della Sera.

I genitori, con l’esposto, vogliono capire per quale motivo l’allerta non è scattata, sebbene alcuni Comuni limitrofi fossero già allagati ore prima che il disastro arrivasse in quella zona.

Al momento, due procure stanno indagando per i reati di omicidio colposo plurimo e inondazione colposa per i mancati allarmi e altre eventuali responsabilità che dovranno essere accertate.

Gli occhi sono puntati proprio sulla mancata allerta, tuttavia le indagini sono solo all’inizio e si dovrà lavorare molto per ricostruire con esattezza quel fatidico 15 settembre.

Dal canto suo, la Protezione Civile ha affermato che con i dati in loro possesso, chiunque avrebbe agito allo stesso modo, infatti era impossibile prevedere il peggioramento della situazione in una condizione meteo così estrema.

Quello che tutti si chiedono ora è: la tragedia poteva davvero essere prevista? Si attendono aggiornamenti in merito.

 

 

 

 

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