Anche alle elezioni regionali della Sicilia ha vinto il centrodestra: Schifani nuovo presidente

Non sono ancora finiti gli spogli delle schede delle elezioni per il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana, ma anche qua, dalle proiezioni, sembra aver vinto il centrodestra. Il candidato di Forza Italia, Renato Schifani, anche ex presidente del Senato, avrebbe ottenuto circa il 40% dei consensi.

Schifani
Renato Schifani – lettoquotidiano.it

A seguire il candidato indipendente Cateno De Luca (ex sindaco di Messina) e poi la prescelta del Partito democratico, Caterina Chinnici, che distanzia di poco il candidato del MoVimento 5 stelle, Nuccio Di Paola. A vincere, però, è stato soprattutto l’astensionismo, solo il 48,62% degli aventi diritto al voto si è recato alle urne, un dato però in aumento rispetto alle precedenti consultazioni del 2017. “Cercheremo di fare il ponte sullo stretto e lavoreremo in accordo con il governo nazionale“, ha detto Schifani. Complimenti dalla candidata dem, mentre De Luca ha promesso battaglia.

Anche all’Assemblea regionale siciliana ha vinto il centrodestra, Schifani è il nuovo presidente

Praticamente, anche per le regionali in Sicilia, manca solo l’ufficialità: a vincere le elezioni per il rinnovo dell’Ars è Renato Schifani, il candidato del centrodestra ed ex presidente del Senato in quota Forza Italia, il partito di Silvio Berlusconi.

Il forzista ha sbaragliato la concorrenza di Cateno De Luca, sindaco di Messina e candidato indipendente, di Caterina Chinnici, vincitrice delle primarie unite del Partito democratico e del MoVimento 5 stelle, ma poi appoggiata solo dai dem dopo la rottura di Giuseppe Conte a qualche settimana dalle elezioni, e Nuccio Di Paola, la figura scelta poi dai pentastellati dopo la decisione di chiudere i rapporti, anche a livello regionale, con il Pd.

Con il 40% dei voti, più o meno (si tratta ancora di proiezioni), quindi, contro il 29% del primo cittadino di Messina, il 16% della candidata dem e il 13% del grillino, Schifani si laurea come nuovo presidente della regione Sicilia, succedendo a Nello Musumeci, anche lui del centrodestra.

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Schifani ai seggi per il voto delle regionali in Sicilia – lettoquotidiano.it

Per quanto riguarda i voti per le liste, secondo la proiezioni di Opinio Italia per la Rai, ci sarebbe un testa a testa fra Fratelli d’Italia e l’M5s, rispettivamente al 15,8% e il 15,4%, mentre il partito di De Luca, Sud chiama Nord, si attesterebbe intorno al 15%. Il Partito democratico sarebbe davanti a Forza Italia di mezzo punto (12% contro il 12,5%), male la Lega al 7,6%. I Popolari e autonomisti di Raffaele Lombardo raggiungerebbero il 7% e la Nuova Democrazia Cristiana di Salvatore Cuffaro il 6%. Tutti gli altri sarebbero sotto la soglia di sbarramento del 5%: Centopassi di Claudio Fava, che però è in coalizione con il Pd, al 3,6%; Sicilia vera al 2,1% e Azione – Italia Viva di Calenda e Renzi all’1,5%.

Come a livello nazionale, l’affluenza alle urne non è stata tanta, ma in netto miglioramento rispetto alla precedente tornata elettorale siciliana: il 48,62% del 25 settembre 2022 contro il 46,75% di cinque anni fa.

Schifani: “La mia è una vittoria di tutto il centrodestra. Faremo il ponte sullo stretto”

È una vittoria di tutto il centrodestra. Tutti avranno pari dignità, al di là dell’entità dei consensi che influiranno sulla composizione della giunta. Ma ribadisco sarà il governo delle competenze“, ha iniziato il neopresidente Schifani parlando in conferenza stampa da Palermo. “Ringrazio Berlusconi, Meloni, Salvini, Romano, Totò Cuffaro quando mi hanno dato la notizia della candidatura – ha detto ancora -. Questa vittoria favorirà il popolo siciliano, perché ci sarà sinergia col governo nazionale“.

Per quanto riguarda la giunta e il consiglio regionale, poi, l’ex presidente del Senato ha spiegato che “tutti partiti che mi appoggiano supereranno lo sbarramento del 5% questo consentirà una maggioranza solida in assemblea regionale. Rispetterò i tempi dello Statuto e per formarla chiederò una rosa di nomi ai partiti“.

Istituirò una conferenza di servizi, composta da uomini dello Stato, come ex magistrati, possibilmente non siciliani, per darci una mano” contro le infiltrazioni mafiose nel Pnrr, ha evidenziato Schifani. “Devono però essere estranei al nostro territorio. Noi desideriamo che vengano fatti i controlli, non ci sottrarremo“. Una delle priorità, ha detto poi, sarà quella di realizzare il ponte sullo Stretto, in stretta collaborazione con il governo nazionale:  “Un’opera che vogliono sia il centrodestra regionale sia quello nazionale: quindi sarà una realtà ovvia e naturale“.

I complimenti al neo governatore della Sicilia sono arrivati dai suoi diretti concorrenti. Meglio: sono arrivati da Chinnici, che ha anche ricordato il percorso della sua candidatura. “Dopo la rottura del patto delle primarie – ha spiegato – ho mantenuto la mia disponibilità non voltando le spalle agli elettori ed è stata una scelta di coscienza che confermo, ma sicuramente, leggendo oggi i numeri, non può che confermarsi anche il grande dispiacere per l’impatto che il venir meno del campo largo ha avuto su queste elezioni regionali, fino a quel momento una partita aperta e da quel momento in poi, invece, una salita molto ripida: io questa sfida l’ho affrontata con coraggio e determinazione, pur sapendo che sarebbe stata molto più difficile. Ringrazio i tanti siciliani che con il loro voto hanno mostrato di credere in me. Ringrazio anche la coalizione e le persone che mi hanno dato sostegno in questo percorso“.

Quanto al secondo arrivato De Luca, in una diretta su Facebook, ha sì ammesso la sconfitta, ma ha anche promesso battaglia al vincitore. “Non so cosa augurare, ma sul piano personale auguro a Schifani di farsi tutti i cinque anni di legislatura ma nel frattempo noi ci organizziamo e faremo vedere cosa significa la buona amministrazione“, ha detto da piazza Matrice a Fiumedinisi, nel messinese.

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