Fondi russi ai partiti, Gabrielli: “Non ci sono né nomi, né partiti italiani”

È durata appena un’ora e mezza la riunione straordinaria del Copasir, voluta dal presidente Adolfo Urso, senatore di Fratelli d’Italia, alla presenza dell’autorità delegata, Franco Gabrielli. L’ordine del giorno, ovviamente, fare luce sui fondi russi ai partiti di 20 Paesi in tutto il mondo per le campagne elettorali dal 2014.

Gabrielli Urso
Franco Gabrielli e Adolfo Urso – lettoquotidiano.it

Ciò che è emerso dall’audizione, che è secretata, è che non ci sono né nomi, né partiti italiani nel dossier in mano all’intelligence statunitense. Gabrielli, da quanto apprende l’AdnKronos, avrebbe parlato anche della telefonata tra il nostro presidente del Consiglio, Mario Draghi, e il segretario di Stato degli Stati Uniti, Antony Blinken, in cui l’americano ha escluso che nel rapporto ci sia alcun riferimento all’Italia.

Fondi russi ai partiti, Gabrielli: “Non ci sono nomi, né partiti italiani del dossier statunitense”

Martedì, in piena campagna elettorale, è scoppiata una bomba non da poco: il partito di Vladimir Putin, Russia Unita, dicono in un dossier dell’intelligence statunitense, ha finanziato con 300 milioni di dollari altri schieramenti in 20 Paesi in tutto il mondo per indirizzare l’esito delle elezioni dal 2014.

Di dichiarazioni, di accuse, ma anche di smentite da parte dei vari esponenti politici ne sono piovute a bizzeffe. Quelli che si sono dovuti difendere più degli altri sono soprattutto i leghisti, con Matteo Salvini che ha più volte ribadito la sua estraneità alla vicenda, ma anche per il MoVimento 5 stelle la situazione non era tanto diversa. In più di un’occasione, per ultima un’intervista al Giornale, il presidente Giuseppe Conte ha specificato come la compagine non avesse subito interferenze.

Alle parole, però, dovevano seguire non tanto dei fatti, quanto delle evidenze. E quindi il Copasir, ovvero il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, presieduto dal senatore di Fratelli d’Italia Adolfo Urso che già da Washington, dove si trovava in missione per Giorgia Meloni, ha convocato una riunione per stamattina alla presenza anche dell’autorità delegata per la sicurezza, Franco Gabrielli.

Gabrielli Urso
Franco Gabrielli e Adolfo Urso – lettoquotidiano.it

L’audizione, secretata, a Palazzo San Macuto è durata un’ora e mezza, il tanto per ribadire quello che già si era detto nei giorni scorsi: allo stato attuale non ci sono né nomi, né partiti italiani nel rapporto statunitense. Come tra l’altro ha specificato anche lo stesso meloniano su Twitter, per cui dalle dichiarazioni rese note dall’amministrazioni Usa “non sono emersi profili concernenti la sicurezza nazionale del nostro Paese“.

Durante la riunione, l’ex prefetto di Roma, secondo quanto ha appreso l’AdnKronos, ha anche illustrato i rapporti del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis) e dell’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (Aise), redatti sulla base delle informazioni che sono arrivate dal Paese a stelle strisce. Gabrielli, inoltre, avrebbe informato anche i membri del Copasir della telefonata di ieri mattina tra il presidente del Consiglio, Mario Draghi, e il segretario di Stato statunitense, Antony Blinken, che avrebbe garantito ulteriormente l’assenza di riferimenti a partiti politici italiani nel dossier.

Fondi russi ai partiti, la Lega esulta: “La campagna denigratoria della sinistra è stata una penosa sceneggiata”

Una vittoria, si fa per dire, per la Lega che ha salutato la notizia con molto entusiasmo. A margine dell’audizione, infatti, ha parlato Paolo Arrigoni, senatore del Carroccio, componente del Comitato parlamentare: “Il prefetto Franco Gabrielli lo ha chiarito a sufficienza – ha iniziato -: non ci sono coinvolgimenti italiani nella vicenda dei presunti finanziamenti russi a compagini politiche europee“.

L’occasione è stata utile anche per levarsi qualche sassolino dalla scarpa: “A sinistra e nelle solite redazioni, se ne facciano una ragione“. Il senatore della Lega ha detto basta alle ingerenze e alle “inaccettabile invasioni di campo“, con le rassicurazioni arrivate oggi che sono “la pietra tombale a tanta faziosità“.

Lo capisca – ha aggiunto ancora – anche il ministro Di Maio, che blatera da giorni di commissioni di inchiesta e di probabili nuovi dossier, approfittando strumentalmente della sua carica per gettare discredito senza fornire prove“. “Il centrodestra è al servizio esclusivamente degli italiani, e lo dimostrerà esprimendo un governo solido ed efficiente se gli elettori, tra nove giorni, ce ne daranno la possibilità“, ha concluso il leghista.

Su Twitter, anche Salvini ha detto la sua: “Dopo fango, insinuazioni e attacchi vergognosi, ora mi aspetto delle scuse. Adesso la sinistra inizierà a parlare finalmente di Italia?“, ha scritto il leader. La domanda nostra, invece, è: arriveranno?