Marco Manzini in semilibertà, uccise la moglie Giulia Galiotto a sassate

Marco Manzini uccise la moglie a sassate, ora è in stato di semilibertà e ha offerto 50 euro mensili alla famiglia come risarcimento.

Articolo di giornale
Articolo di giornale – LettoQuotidiano.it

Lo sdegno nelle parole della madre “Mia figlia è stata uccisa per la seconda volta, dalla giustizia italiana”.

Marco Manzini in semilibertà

Era il 2009 quando Marco Manzini uccise sua moglie Giulia colpendola alla testa 9 volte con un sasso, poi insegnò in suicidio.

Ci troviamo a San Michele dei Mucchietti, in provincia di Sassuolo e la vicenda risale al febbraio del 2009.

Passarono 4 anni e l’uomo venne condannato a più di 19 anni di carcere per il violento delitto della moglie. Tuttavia, nonostante la Cassazione diede la conferma della pena, da febbraio di questo anno è in stato di semilibertà presso i Servizi sociali.

La pena a carico dell’uomo è ancora in corso, tuttavia l’uscita dal carcere è stata anticipata dal 2028 al 2025 per buona condotta.

Manzini dunque ha già ripreso una vita normale e questi fatti sono stati duramente criticati dalla famiglia di Giulia Galiotto, che hanno scoperto quanto avvenuto tramite una lettera dei legali dell’uomo.

In questa, c’era dichiarata anche la disponibilità dell’assassino di Giulia, a fornire 600 euro annuali come risarcimento, compatibilmente con la sua situazione economica.

L’offerta ha suscitato una profonda indignazione ed è stata un colpo al cuore per una famiglia già devastata per questo omicidio brutale che gli ha tolto una ragazza giovane e solare, amata da tutti.

“non vogliamo nulla da quest’uomo e non vogliamo incontrarlo, a meno che non racconti tutta la verità. in tribunale ha detto solo menzogne e non ha mai mostrato pentimento”.

Nei confronti di Manzini era già stato stabilito lo sconto della pena con il rito abbreviato e anche questo gesto era stato commentato con disgusto dai familiari di Giulia, i quali affermarono che in questo modo si minimizza un gesto in realtà molto grave.

La ragazza è stata vittima di un delitto premeditato, invece ora è diventato un diritto di impeto per uno scompenso emozionale.

La giustizia era già stata generosa con l’assassino e ora l’ennesimo schiaffo da parte della giustizia verso una famiglia distrutta.

“a noi non interessano i soldi, vogliamo giustizia per giulia ma anche lo stato continua a prenderci in giro, favorendo quest’uomo”.

L’omicidio di Giulia Galiotto

L’11 febbraio del 2009, Marco attirò la moglie nel garage dei suoceri con una scusa e qui la colpì per 9 volte alla testa con una pietra, probabilmente in seguito a un litigio.

Giulia Galiotto
Giulia Galiotto – LettoQuotidiano.it

Le fracassò il cranio ma per i giudici non c’è stata premeditazione, ma come abbiamo detto, un raptus dovuto a uno scompenso emozionale.

Dopo averla uccisa, ha inscenato il suicidio ma questo ha lasciato sconcertati i genitori della ragazza. La mamma Giovanna, in particolare, ha commentato così la sentenza che riconosceva all’uomo lo sconto della pena

“nonostante tutte le azioni che ha messo in atto per inscenare il suicidio, non è stata riconosciuta la premeditazione. è un lucido delitto e non c’è stato nessuno scompenso”.

Secondo la ricostruzione ufficiale, Marco ha attirato Giulia nel garage dei suoceri con la scusa che doveva dirle alcune cose, qui hanno discusso e in seguito l’ha assassinata e ha poi caricato il corpo in auto.

Si è diretto presso il fiume Secchia e qui si è sbarazzato del cadavere della moglie, cercando poi di ripulire la vettura e il luogo dell’omicidio.

Successivamente, si è liberato dei vestiti che indossava in quel momento e ha cominciato a costruire il suo alibi, mandando un sms a Giulia dove si fingeva preoccupato per la sua scomparsa.

Poi le ha telefonato diverse volte e ha anche contattato i genitori per informarli che non aveva idea di dove fosse Giulia.

Ha anche mostrato al padre di lei un biglietto scritto dalla ragazza, dove ella manifestava intenti suicidi, ovviamente falso.

Le bugie di Marco hanno avuto però vita breve e poco dopo ha confessato il femminicidio, tuttavia nonostante avesse messo in scena una serie di azioni, secondo il giudice non si è trattato di un gesto premeditato.

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