Elezioni 25 settembre, Renzi avverte Meloni: “Ogni due anni faccio cadere un governo”

Fra due settimane esatte gli italiani potranno finalmente recarsi alle urne per scegliere la composizione del prossimo Parlamento, che poi avrà il compito di dare la fiducia a un nuovo governo. Al momento, in testa ai sondaggi, c’è il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia. Ed è propria alla leader che l’ex premier e sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha mandato una frecciatina.

Meloni
Giorgia Meloni – lettoquotidiano.it

Ogni due anni ho fatto cadere un governo“, ha detto il fondatore di Italia Viva e del terzo polo, che ha lanciato un monito anche a Silvio Berlusconi, presidente di Forza Italia. Dal canto loro, i due leader del centrodestra hanno parlato sia del fatto che la prima donna premier sfonderebbe un “tetto di cristallo“, sia delle proposte che potrebbero diventare legge qualora si vincessero le elezioni del 25 settembre.

Elezioni 25 settembre, Renzi a Meloni: “Ogni due ho fatto cadere un premier”

Mancano esattamente due settimane alle elezioni del 25 settembre. La campagna elettorale last minute e quindi molto frenetica si concluderà in pratica tra due settimane, le stesse in cui è vietato somministrare e pubblicare i sondaggi. Non più guidati dalle rilevazioni (che vedono comunque in testa Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni), i politici dovranno tenere conto solo delle loro opinioni per giocarsi il tutto per tutto.

Vediamo insieme, e per argomenti, cosa si sono detti oggi tra di loro e cosa hanno proposto a chi è chiamato a dare loro il voto.

MELONI – Le dichiarazioni più calde sono sicuramente quelle di Matteo Renzi, il leader di Italia Viva che, insieme a Carlo Calenda, è candidato nel terzo polo, ha lanciato un monito a quella che potrebbe diventare la prima presidente del Consiglio donna della storia italiana. Rilanciando l’idea di un sindaco d’Italia, ovvero l’elezione diretta del capo dell’esecutivo, ha spiegato come così si abbia “più tenuta democratica“.

Lo dico per provocazione che non significa ‘Giorgia stai serena’ – ha detto a Ercolano l’ex premier – ma è semplice statistica: ogni due anni ho fatto cadere un governo. Le regole attuali lo consentono“.

Un attacco alla leader di Fratelli d’Italia è arrivato, poi, anche dal presidente del MoVimento 5 stelle, Giuseppe Conte: “Temo la sua inadeguatezza sulle risposte, sulle ricette, l’incapacità di governare nella complessità“. Per l’Avvocato del popolo non sarebbe il massimo che il partito di Meloni e lei stessa governino il Paese: “Ha detto cinque volte no al Piano nazionale di ripresa e resilienza, un piano che ha detto che ora vorrebbe gestire“, ha spiegato ancora alla festa del Fatto quotidiano.

Da qui, la risposta: “Se una donna arrivasse per la prima volta alla guida del governo – ha dichiarato Meloni all’Ansa durante il Gp d’Italia a Monza -, sfido chiunque a dire che non significherebbe rompere un tetto di cristallo, che penalizza le donne, che produce il gender gap, che produce salari più bassi a parità di lavoro, che produce discriminazione per le donne in età fertile, una serie di problemi che stanno tutti scritti nel programma di Fratelli d’Italia“.

LARGHE INTESE – Dopo che sia Enrico Letta, segretario del Partito democratico, sia la stessa leader di FdI hanno chiuso a nuovi governi con le larghe intese, ovvero con più partiti dentro, il frontman del terzo polo ha scritto su Twitter che “nessuna delle due coalizioni può governare l’Italia” perché sono “litigiose e incoerenti“, mentre loro propongono una “grande pacificazione nazionale”.

E poi, dal palco di Forlì, lo ha ribadito: “Centrodestra e centrosinistra non possono governare, bisogna andare avanti con Draghi e l’unico modo per andare avanti con Draghi è bloccare sul proporzionale la vittoria della destra, che è quello che ci proponiamo di fare“. Guai a parlare di voto inutile, insomma, perché qualsiasi voto è utile per governare.

Soprattutto per il centrodestra, però, come ha detto Matteo Salvini, leader del Carroccio: “Chi sceglie la Lega, sceglie la coalizione unita“. Certo, ha risposto ancora il Capitano, è diverso mettersi d’accordo  adesso “per bloccare aumenti di luce e gas. Sto inseguendo disperatamente quasi come uno stalker Letta, Renzi e Di Maio” per riuscire a firmare un decreto da 30 miliardi. Dello stesso avviso anche il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani: “Non abbiamo mai detto che non si deve parlare con l’opposizione se c’è l’emergenza. Ma questo non significa fare il governo con loro“, ha detto a Mezz’ora in più, il programma di Lucia Annunziata su Raitre.

DRAGHI – Le forze politiche, Azione e MoVimento 5 stelle nello specifico, sono tornate a parlare anche di Draghi e del decreto Aiuti. Secondo l’europarlamentare, candidato anche come sindaco di Roma, sono stati i pentastellati “con un atto di irresponsabilità” a bloccarlo. “L’impegno che prendiamo oggi è tenerli fuori da ogni governo” perché ha continuato sempre dalla città dell’Emilia-Romagna, “quello che sta facendo Conte è una ripicca” nei confronti del presidente del Consiglio, perché “non sopporta che a Palazzo Chigi ci sia un altro e non lui“.

La risposta non è tardata ad arrivare, assieme anche alla promessa di votare il secondo piano di aiuti per gli italiani, cittadini e imprese che siano. Secondo il presidente dei Cinque stelle, l’ex numero della Banca centrale europea “ha completato il Pnrr, mancava la parte sulle riforme strutturali e il piano vaccinale da noi avviato“. Non è stato un buon scolaro, ha precisato, ha solo ultimato le cose che il governo da lui presieduto aveva messo in cantiere.

FORZA ITALIA vs TERZO POLO – Dal terzo polo sono arrivate accuse anche per Forza Italia e la promessa che verranno superati nelle percentuali alle elezioni. A dirlo, stavolta, è stato Renzi. “Berlusconi ha molti più follower di noi su Tik Tok ma noi avremo più voti di lui“, ha spiegato. Quanto alla replica, è stato ancora l’ex presidente del Parlamento europeo a fornire una agli sfidanti per il quarto posto (o quinto?). “Il partito di Calenda è una costola della sinistra“, ha spiegato innanzitutto, poi ha detto che “è un periodo ipotetico dell’irrealtà” che i forzisti non arrivino quarti, perché saranno quelli del terzo polo ad arrivarci.

Calenda
Carlo Calenda – lettoquotidiano.it

REDDITO DI CITTADINANZA – Insieme, però, hanno anche criticato il reddito di cittadinanza, la misura introdotta dal MoVimento 5 stelle nel corso del primo governo Conte. Il Cavaliere ha detto che loro non hanno mai proposto la sua abolizione, quanto piuttosto chiedono “una riformulazione, per evitare abusi e distorsioni“, ha detto a Upday.com. Per il leader di Italia Viva, invece, “il fatto che tutti siano d’accordo sul fatto che va modificato dice una cosa molto semplice: non ha funzionato“.

Elezioni 25 settembre, le proposte dei partiti: dai 1000 euro di Berlusconi alla riformulazione del reddito di cittadinanza

Quanto alle proposte, iniziamo da quelle di Berlusconi per poi passare a quelle dei Cinque stelle, specie in tema di economia, ma non solo.

STIPENDIO DI MILLE EURO AI GIOVANI – Nella sua pillola quotidiana, l’ex presidente del Consiglio azzurro si è rivolto ai più giovani, a cui si deve “restituire la speranza per il futuro” passando per un lavoro dignitoso, l’acquisto di una casa, la creazione di una famiglia e la crescita dei figli, “per questo – ha detto su Facebook -, toglieremo ogni tassa e ogni spesa contributiva, per i primi due anni, ai datori di lavoro che assumeranno un ragazzo o una ragazza a tempo indeterminato“. Non solo, però, perché la proposta di Berlusconi è anche quello di uno stipendio di almeno 1000 euro al mese che “non sarà un costo per le aziende perché l’eventuale maggiore esborso sarà compensato dai tagli sulle tasse e sulle altre spese contributive“.

RIATTIVARE IL DECRETO DIGNITà e NO INVIO ARMI ALL’UCRAINA – Conte si pone nella stessa scia: parlando di quanto sia importante dare uno stop al precariato riattivando il decreto dignità che è stato sospeso durante la pandemia.

Il presidente dei Cinque stelle si è detto anche contrario “a un nuovo invio di armi all’Ucraina” perché “l’Italia non è in condizione di sopportare un nuovo sforzo bellico“, dato che siamo in rescissione. Certo, questo non significa che i pentastellati siano contro l’alleanza atlantica, quanto che si deve puntare sulla nostra capacità di dialogo “a favore di un negoziato di pace“.