Elezioni 25 settembre, il sondaggio del Pd che preoccupa Letta

Nuovi sondaggi in mano alla direzione del Partito Democratico preoccupano non poco il segretario, Enrico Letta. In realtà ci sarebbe da gioire, perché i democratici, stando a quanto dicono le proiezioni elettorali per il 25 settembre, sarebbero il primo partito. Il problema è che non riuscirebbero comunque a governare perché la coalizione non supererebbe le percentuali di quella del centrodestra

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Il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta – lettoquotidiano.it

Nonostante questo, Letta non ha nessuna intenzione di arretrare sulla decisione di chiudere sia a Giuseppe Conte e al MoVimento 5 stelle, sia a Carlo Calenda, leader di Azione, ormai entrato a far parte del terzo polo con Matteo Renzi e Italia Viva.

I sondaggi del Pd che preoccupano Letta (e consegnano la vittoria al centrodestra)

C’era una volta il campo largo. Potrebbe iniziare così una favola, puramente di fantasia, in cui il Partito Democratico di Enrico Letta, il MoVimento 5 stelle di Giuseppe Conte, Azione di Carlo Calenda, +Europa di Emma Bonino, Italia Viva di Matteo Renzi, Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni ed Europa Verde di Angelo Bonelli corrono insieme alle politiche del 25 settembre.

Un incubo, però, per tanti (compreso il centrodestra di Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi), e un sogno bloccato sul più bello per il segretario dem. Che, dopo aver preso atto, dell’“irresponsabilità” dei pentastellati, ha dovuto anche dire addio all’ex candidato sindaco di Roma per una coalizione che avrebbe potuto anche sovvertire un esito già scritto: consegnare il Paese a Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia.

Stando a un sondaggio che circola dalle parti del Nazareno, che altro non è se non la sede del Pd, il partito di Letta sta crescendo parecchio, tanto da essere diventato il primo, a discapito di FdI, lanciatissimo fino a ieri e, secondo altre proiezioni, ancora quello che convoglierebbe più consensi.

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Letta è preoccupato per l’esito delle elezioni che vedono il Partito Democratico come primo partito, ma con una coalizione “debole” – lettoquotidiano.it

Complice chicchessia, Meloni scende (assieme al Cavaliere, quasi in caduta libera) e i democratici salgono, ma non abbastanza. Le rivelazioni, infatti, parlano di una coalizione di centrosinistra che, seppur trainata dai voti del Pd, non riuscirebbe comunque a superare il 30% contro il 45% (o poco più) della coalizione sovranista, che può ancora contare su un aumento dei consensi del Carroccio.

Le cose, e qua c’è un rimpianto del segretario, sarebbero potute andare diversamente se quel sogno si fosse realizzato, perché anche i Cinque stelle stanno progressivamente risalendo la china nei sondaggi, almeno il tanto che sarebbe bastato per poter vincere le elezioni.

Non si torna indietro, però. E Letta lo ha ribadito anche ieri: su Conte ha detto “che non ci sono possibilità per queste elezioni“, più duro è stato con Renzi e Calenda, con il secondo soprattutto. “Hanno una certa abitudine a fregare il prossimo e Calenda esprime una politica di voltafaccia, cambi e convenienze che non mi appartiene“, ha spiegato alla Stampa. La replica del leader di Azione è arrivata, immancabile. E con questi presupposti difficilmente si riuscirà ad andare oltre per il bene dell’Italia dopo le consultazioni del 25 settembre.

Pd, oggi verrà svelato il programma di governo

Quanto alle politiche, la campagna elettorale è già entrata da un pezzo nel vivo, e da oggi è ufficiale anche il programma con cui il Partito Democratico intende presentarsi al voto. In direzione, il segretario ha annunciato che alle elezioni del 25 settembre “s’impone una scelta storica” ed è giusto arrivare preparati, per cui “entro domani alle 16 vanno presentati simbolo e programma elettorale – ha detto Letta -, vogliamo rispettare la scadenza anche politicamente bene. C’è bisogno di qualche tempo ancora per far sì che tutti i dettagli siano verificati e visti. Non possiamo essere accusati di fare le cose alla carlona come il centrodestra“.

Tra le proposte, molti temi cari ai democratici come lo ius scholae, il matrimonio egualitario, la legge sul fine vita, l’uso terapeutico della cannabis. Quattro proposte che farebbero fare un passo avanti per quanto riguardi i diritti civili, le regole sulla cittadinanza e quelle riguardanti la scelta di ognuno di morire come vuole.

Entro domani, comunque, arriveranno altri dettagli, mentre ancora da disputare c’è la partita delle candidature. Un gioco a incastri che dovrà essere studiato alla perfezione almeno per quanto riguarda i collegi uninominali, e di tempo ce ne sarà almeno fino al 22 agosto, giorno in cui dovranno essere presentate tassativamente le liste alla Corte d’appello.

Le ipotesi che circolano danno Letta candidato al plurinominale di Siena al Senato, Roberto Speranza, ministro della Salute, sarebbe pronto a guidare il listino per la Camera, mentre Fratoianni è quasi certo di essere candidato all’uninominale per il Senato della circoscrizione Pisa-Livorno. A Bologna, come deputata, ci sarà Elly Schlein, ma la sua posizione potrebbe vacillare in favore di Ilaria Cucchi, Carlo Cottarelli sarà presentato in Lombardia, e Bonino al Senato di Roma.