Inchiesta per frode fiscale, Trump non risponde: “È una caccia alle streghe contro di me”

L’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso di non rispondere alle domande della procuratrice di New York, Leticia James, che sta indagando sulla Trump Organization (di proprietà del tycoon, ovvio), accusata di frode fiscale. Secondo lui, si tratta di una caccia alle streghe per sfavorirlo nella corsa alla Casa Bianca del 2024

Trump
Il tycoon ed ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump – lettoquotidiano.it

L’inchiesta di New York non è l’unica in cui è indagato Trump: negli scorsi giorni, agenti dell’Fbi hanno perquisito la sua villa in Florida, a Palm Beach, chiamata Mar-a-Lago, per capire se abbia nascosto dei documenti riservati, relativi al suo mandato da presidente degli Stati Uniti.

Frode fiscale, Trump non risponde a James: “È una caccia alle streghe contro di me politicamente immotivata”

È un agosto caldo per tutti, nonostante la pioggia degli ultimi giorni. Lo è anche per Donald Trump, tycoon ed ex presidente (repubblicano) degli Stati Uniti d’America. Chiamato a rispondere, anzi a testimoniare, sotto giuramento, nell’ambito dell’inchiesta sulla Trump Organization di New York, secondo cui avrebbe truccato i bilanci per ottenere vantaggi economici, compresi prestiti, coperture assicurative, sgravi fiscali da centinaia di milioni di dollari, ha deciso di trincerarsi dietro il silenzio, appellandosi al Quinto Emendamento, davanti alla procuratrice Leticia James. Che, sì, se lo aspettava.

Prima di presentarsi negli uffici della procura, infatti, Trump aveva dichiarato in una nota che non avrebbe risposto alle domande “in base ai diritti che sono concessi a ogni cittadino dalla Costituzione americana”.

Peccato che qualche anno fa, come ha ricordato lui stesso, aveva detto che solo i mafiosi e i colpevoli si appellano a questo diritto. “Una volta mi è stato chiesto: ‘Se si è innocenti perché invocare il Quinto emendamento?’ Ora so la risposta: quando la tua famiglia, la tua società e tutte le persone nella tua orbita diventano target di un’infondata caccia alle streghe motivata politicamente non si ha altra scelta. Se avevo qualche dubbio al riguardo, questi sono stati spazzati via dal raid dell’Fbi due giorni prima della deposizione. Non ho altra scelta perché l’attuale amministrazione e molti procuratori in questo paese hanno perso la decenza morale ed etica”, ha spiegato. Ma qualcosa stride, perché ha sempre risposto.

Quasi ufficialmente in corsa per le presidenziali del 2024 (e dopo aver perso quelle del 2020 contro il democratico Joe Biden), secondo il tycoon la procuratrice, che ha anche definito razzista, ce l’ha contro di lui e sta facendo di tutto per mettergli i bastoni tra le ruote per la Casa Bianca. “Ha creato una piattaforma politica e ha fatto carriera attaccando me e la società”, ha detto di James.

D’altronde Trump è convinto di essere innocente: “Non ho fatto nulla di sbagliato – ha dichiarato ancora -, ed è per questo che dopo cinque anni di indagine i governi federale, statale e locale, insieme alle fake news, non hanno trovato nulla”.

Ispezione in Florida, cosa sta cercando l’Fbi e perché i trumpiani si stanno mobilitando in favore del tycoon

Torniamo, però, un attimo alle parole di Trump sulla perquisizione dell’Fbi. Ecco, la villa in Florida, a Palm Beach, chiamata Mar-a-Lago e richiamata nelle sue dichiarazioni, non c’entra niente con l’indagine della procura di New York, perché riguarda invece alcuni documenti riservati che l’ex presidente avrebbe portato nella sua residenza al termine del suo mandato – era la prima volta che accadeva una cosa simile a un ex inquilino della Stanza Ovale.

Questa vicenda è poco chiara, perché ancora non si sa né cosa abbiano trovato dall’agenzia governativa della polizia federale statunitense, né cosa stessero cercando nel concreto. Secondo l’Fbi, Trump avrebbe portato via con sé dalla Casa Bianca diversi documenti violando il Presidential Records Act, ovvero una legge che impone ai presidenti degli Stati Uniti di consegnare ai National Archives and Records Administration (Nara) tutto ciò che è stato prodotto durante la propria amministrazione, compresi i documenti riservati e coperti da vincolo di segretezza che, va da sé, non possono essere divulgati in nessuna maniera.

In una precedente ispezione (di gennaio), l’agenzia ha ripreso dalla villa in Florida 15 scatoloni con documenti ufficiali, e un mese dopo ha chiesto al dipartimento di Giustizia di avviare un’indagine al riguardo: secondo loro ce n’erano alcuni riguardanti l’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021, consegnati sia ai National Archives, sia alla commissione della Camera che sta indagando su quanto successo. Secondo la Nara, Trump avrebbe strappato i documenti dopo aver visti e poi i suoi collaboratori li avrebbero ricomposti con del nastro adesivo. Quello che si sta cercando di capire, però, è se li avesse desecretati o meno prima di abbandonare il suo ruolo da presidente.

Sostenitori Trump
Alcuni sostenitori di Trump manifestano davanti alla villa Mar-a-Lago contro l’Fbi – lettoquotidiano.it

La perquisizione non è stata vista di buon occhio dai sostenitori del tycoon e, davanti alla blindatissima Mar-a-Lago – che, come ha detto lo stesso Trump, a lui, al suo staff e ai suoi legali è stata vietata ed è stato “chiesto di lasciare la proprietà” perché gli agenti del “raid volevano restare soli senza alcun testimone che vedesse cosa stavano facendo, prendendo o, speriamo di no, piazzando delle prove” – tantissimi repubblicani hanno protestato con cartelloni rivolti al direttore dell’Fbi, Christopher Wray, repubblicano come loro e nominato da Trump nel 2017, il segretario della Giustizia, Merrick Garland, vicino invece ai democratici e anche contro l’attuale presidente Biden.

Non solo, i trumpiani hanno anche minacciato di morte i primi due, tanto che Wray è piuttosto preoccupato per la situazione che, tuttavia, si inserisce in un contesto di strategia difensiva dell’ex inquilino della Casa Bianca in cui si attacca chi ce l’ha contro di lui: sta succedendo con l’Fbi, sta succedendo con James, è successo in passato con gli altri avversari politici e non, anche con la stessa agenzia (si parla del 2016, prima delle presidenziali vinte contro Hillary Clinton).

In questa ennesima caccia alle streghe, secondo i fan di Trump, ci sarebbe anche una spia a Mar-a-Lago, ovvero una persona che avrebbe riportato all’Fbi delle informazioni tanto da giustificare l’ispezione degli agenti.

Alle elezioni di mid-term di novembre manca effettivamente poco, decisamente più tempo serve agli statunitensi per decidere chi sarà il prossimo presidente, ma scegliere da che parte stare, se con il tycoon o contro di lui è già una questione attuale, e importantissima.