La Russia chiede l’export dei prodotti agricoli o l’accordo sul grano salta

Siamo al 154esimo giorno della guerra in Ucraina e Mosca chiede di poter esportare i prodotti agricoli russi altrimenti salterà l’accordo sul grano.

Il presidente turco e il segretario delle Nazioni Unite
Il presidente turco e il segretario delle Nazioni Unite – LettoQuotidiano.it

I militari ucraini lanciano la controffensiva attaccando il ponte principale di Kherson, ribadendo alle forze militari russe di lasciare la città.

La guerra in Ucraina al 154esimo giorno e l’accordo sul grano

Sono passati circa 5 mesi dall’inizio del conflitto fra Russia e Ucraina e se da un lato si lascia spazio a nuovi punti di incontro, come l’accordo sul grano, dall’altro ci sono sempre nuove richieste imposte dai russi.

Mosca, in queste ore ha fatto sapere di voler riprendere l’esportazione dei prodotti agricoli russi, altrimenti annullerà tale accordo, fondamentale per esportare il grano dall’Ucraina in sicurezza e alleviare la crisi alimentare internazionale.

Per tutta risposta, i militari ucraini lanciano la loro controffensiva attaccando il principale ponte di Kherson e intimando le forze militari russe ad abbandonare la città occupata prima che sia impossibile.

Nel frattempo i missili continuano ad abbattersi su Odessa ma questo non impedisce alle navi ucraine di organizzare l’esportazione del grano, infatti un centro per il coordinamento dei corridoi sicuri nel Mar Nero aprirà in queste ore a Istanbul.

Il piano concordato fra le diverse parti il 22 luglio, verrà avviato nella città turca alla presenza dei rappresentanti delle stesse, ossia la Russia, l’Ucraina, la Turchia e le Nazioni Unite.

Intanto, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato che visiterà la Russia il 5 agosto per incontrare Putin.

Il coinvolgimento della Turchia e l’accordo sul grano

Cosa stabilisce esattamente l’accordo sul grano di cui tanto si sente parlare in questi giorni?

Mietitrebbia raccoglie il grano in Ucraina
Mietitrebbia raccoglie il grano in Ucraina – LettoQuotidiano.it

Tale accordo regola il passaggio delle navi ucraine per esportare il prodotto, grazie a un cessate il fuoco esclusivamente nei corridoi sicuri.

Tali corridoi sono situati nel Mar Nero e qui entra in gioco anche la Turchia, infatti il Centro di controllo è stato istituito proprio a Istanbul, per regolare questi passaggi in modo che i trasporti vengano effettuati in sicurezza.

I porti ucraini si stanno preparando e ci vogliono alcuni giorni affinché le navi siano pronte, non sarà tuttavia necessario rimuovere le mine ucraine.

Il Governo ucraino ha preteso in merito a questo accordo che nessuna nave russa accompagni le navi e che nessun rappresentante russo sia presente nei porti ucraini, minacciando di aprire il fuoco se le condizioni venissero violate.

Nei porti turchi, le navi che ritornano in Ucraina verranno poi ispezionate per accertare che trasportino solo grano e non armi, questa la condizione posta da Mosca, mentre l’Ucraina ha chiesto che il Cremlino non utilizzi i corridoi per attaccare Odessa.