Allarme pensioni, l’INPS toglie l’assegno a tutti i nati in questi anni: mai successo prima

Allarme pensioni INPS: addio all’assegno per tutti i nati in questi anni. Non è mai successo nulla di simile.

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Addio pensione – LettoQuotidiano.it

Il Dossier Pensioni è sempre al centro del dibattito del Governo Draghi e dei Sindacati. L’Esecutivo vuole mettere in atto nuove misure previdenziali, pur essendo limitato nelle decisioni a causa della penuria delle risorse economiche e a causa dell’implementazione di nuovi provvedimenti volti a rilanciare e a stimolare la crescita dell’economia italiana.

Nel corso dell’ultimo incontro tra Governo e Sindacati si è parlato delle novità del Dossier Pensioni in relazione alla necessità di incrementare gli stipendi. L’obiettivo prioritario dell’Esecutivo è quello di dare maggiore potere di acquisto ai pensionati a causa del trend dell’inflazione e dei continui rincari che da mesi e mesi stanno colpendo i generi alimentari, il gas, l’energia elettrica e la benzina.

Pensioni: il Governo Draghi punta a dare maggiore potere di acquisto

Dare più potere di acquisto ai pensionati significa incrementare gli importi degli assegni previdenziali. Il Governo Draghi punta al taglio del cuneo fiscale, lasciando maggiori gli importi degli assegni previdenziali. L’Esecutivo mira ad introdurre un bonus di 200 euro per i pensionati che hanno redditi inferiori ai 35.000 euro all’anno.

pensioni INPS
allarme pensioni INPS penalizzazioni – Lettoquotidiano.it

L’obiettivo è di consentire ai pensionati di avere una maggiore disponibilità di soldi e di revisionare la Riforma Fornero. Non sono previsti cambiamenti per quanto riguarda le pensioni anticipate.

Allarme Pensioni INPS: addio assegno per questi pensionati

Oltre alle buone intenzioni del Governo, c’è una dimenticanza che rischia di penalizzare molti pensionati. Si tratta di una misura previdenziale che rischia di scomparire per sempre il prossimo 31 dicembre e potrebbe aprire ad uno scalone previdenziale di notevole rilevanza.

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allarme pensioni INPS penalizzazioni – Lettoquotidiano.it

Nell’estate dell’anno 2021 si parlava dell’addio definitivo di Quota 100 e gli esclusi rischiavano di attendere 5 anni in più per poter incassare il proprio assegno previdenziale rispetto a quelli che avevano potuto beneficiare della misura previdenziale. Quota 100 consentiva ai lavoratori prossimi alla pensione di uscire dal mercato occupazionale con 62 anni d’età e 38 anni di contributi previdenziali.

I beneficiari di Quota 100 erano tutti i nati nell’anno 1959. Purtroppo, i nati nel 1960 non hanno potuto rientrare nella misura previdenziale scomparsa il 31 dicembre 2021. Pertanto, tra un nato nel 1959 e uno nato nell’anno successivo lo scalone era di 5 anni. Con l’introduzione di Quota 102 cosa cambierà?

Allarme Pensioni INPS: cosa cambia per chi beneficia della misura Quota 102?

Una cosa simile a quella che è accaduta per i nati nel 1960 potrebbe accadere anche per i nati nel 1958, che non potranno beneficiare della misura Quota 102.

Un lavoratore nato nel 1958 potrà beneficiare della misura Quota 102, mentre uno nato nel 1959 dovrà attendere altri 3 anni prima di incassare l’assegno previdenziale. Pertanto, nonostante due misure di pensionamento anticipato ci sarà una doppia penalizzazione.