Torna in Italia la febbre del Nilo occidentale: un caso registrato a Padova

La febbre del Nilo occidentale torna a colpire il nostro Paese, un uomo di 70 anni è stato infettato e ricoverato in terapia intensiva.

Termometro
Termometro – LettoQuotidiano.it

Quello verificatosi a Padova è il primo caso accertato in Europa dall’inizio dell’estate 2022.

Primo caso di febbre del Nilo occidentale

I medici sostengono che il 70enne padovano sia stato infettato il 6 luglio nella forma neuro-invasiva e negli scorsi giorni era stato posto in terapia intensiva, ora sta migliorando.

L’ospedale che lo ha preso in cora è lo Schiavonia e l’Istituto superiore di sanità riferisce che si tratta del primo caso di questa estate non solo in territorio italiano ma in tutta Europa.

Fortunatamente ora il paziente è stato estubato e le sue condizioni generali sono buone. Inizialmente però il quadro non era così sereno, infatti presentava inizialmente sintomi cardiologici e neurologici che hanno fatto pensare subito a questo virus.

Nei bambini e nelle persone giovani, la febbre del Nilo occidentale si manifesta con febbre leggera, tuttavia nelle persone fragili e negli anziani, la sintomatologia può essere più grave.

Nel nostro Paese, il virus è endemico in Veneto e in generale nelle aree della Pianura Padana, tuttavia solo adesso è stato accertato il primo caso.

Generalità sul virus

Si tratta di una malattia emergente che appartiene allo stesso ceppo del virus che trasmette la febbre gialla. Anche qui, il sintomo principale è proprio la febbre, più o meno acuta, accompagnata da manifestazioni cutanee e a volte nausea, vomito e linfonodi ingrossati. Nei casi più gravi si può presentare come un’encefalite o come una meningite oppure, può anche essere asintomatica.

Questa patologia non si trasmette da persona a persona ma si contrae dagli animali infetti, in particolare uccelli selvatici e zanzare. Ci sono anche vie di trasmissione diverse, ad esempio in alcuni casi la malattia è stata trasmessa a causa del trapianto di organi, poiché il donatore era infetto. Ancora, anche se raramente, la madre può trasmetterla al feto o tramite il latte umano.

Zanzara
Zanzara – LettoQuotidiano.it

Il virus colpisce dunque gli animali e l’uomo ma non può essere trasmesso da quest’ultimo. Il suo periodo di incubazione varia da 2 giorni a 2 settimane, arrivando anche a 21 giorni nei soggetti che hanno problematiche relative al sistema immunitario.

La febbre del Nilo occidentale causa generalmente un malessere che dura pochi giorni ma alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Come spiega il sito EpiCentro, realizzato in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità al fine di rendere accessibile le informazioni epidemiologiche, nei casi più gravi il virus può causare un’encefalite letale, come successe nel 2018 in cui causò molte vittime.

Anche gli animali vengono sorvegliati da esperti e veterinari, i quali confermano che la febbre sta circolando anche in altre regioni oltre al caso in Veneto.

Per ora purtroppo non c’è un vaccino, bisogna comunque puntare sulla prevenzione, che consiste nell’evitare le punture di zanzare.