Crisi di Governo: tutte le tappe e cosa sta accadendo

Crisi di Governo: Draghi ieri sera ha rassegnato le sue dimissioni, precedute da un lungo comunicato, ma Mattarella le ha respinte. Ecco cos’è successo dopo.

Mario Draghi
Mario Draghi – Lettoquotidiano.it

Cosa ha generato la crisi del Governo Draghi? Quali sono state le tappe che hanno portato a questo? E, soprattutto, cos’è successo dopo?

Crisi di Governo: ecco le tappe che hanno portato alla decisione di Draghi

Cosa ha portato alla crisi di Governo? Tutto è partito il 6 luglio, quando c’è stato l’ormai celebre incontro tra Draghi e Conte a Palazzo Chigi. Quest’ultimo arriva con le richieste del Movimento 5 Stelle, prontamente rifiutare dal primo.

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte – Lettoquotidiano.it

A quel punto, la rottura tra il Movimento ed il Pd è chiara a tutti ed a poco servono le affermazioni di Letta “Il filo non si spezzerà”.

Chi invece appare decisamente più schietto è Berlusconi che, l’11 luglio, sbotta ed afferma: “Draghi dica basta ai ricatti dei 5 Stelle”. A questa dichiarazione segue – il giorno successivo – quella di Grillo, che dice: “Siamo a un bivio. È un momento difficile”.

Passano un paio di giorni ed una nuova telefonata tra Draghi e Conte prova a mettere una pezza sull’accaduto, ma in realtà appare come un cerotto su un’arma da fuoco. Draghi conferma che senza il loro voto sul decreto Aiuto al Senato salirà al Colle e cerca di porre fine agli ultimatum.

Quello che è successo dopo è noto a tutti: il 14 luglio arriva il comunicato di Draghi che annuncia le sue dimissioni, che seguono alle votazioni in Parlamento.

“La maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo governo dalla sua creazione non c’è più”, queste sono state le sue parole precise. A cui segue: “È venuto meno il patto di fiducia alla base dell’azione di governo”.

Draghi ha poi continuato dicendo che da parte sua c’è sempre stato il massimo impegno per cercare di andare incontro alle esigenze di tutti, ma che a parer suo non è stato sufficiente.

Cos’è successo dopo

Cos’è successo dopo? Il Consiglio nazionale M5S si è riunito – e la riunione è durata circa tre ore – e alcuni presenti hanno raccontato momenti di forte tensione.

E così nulla è stato ancora deciso ed è tutto rimandato, come ha affermato Conte:

“Ci siamo confrontati. Abbiamo preso atto delle dimissioni di Draghi e ci confronteremo di nuovo domani”. 

Nel frattempo, Di Maio si è mostrato preoccupato per lo spread, le borse e i tassi di interesse e, soprattutto, per l’impossibilità di fare decreti sul sul caro prezzi, sul tema del cuneo fiscale e del salario minimo

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, si è scagliato contro Conte e Matteo Renzi ha affermato che l’unica valida alternativa a Draghi è Draghi.

Questa mattina poi c’è stata una riunione dei vertici di Azione e +Europa per fare il punto sulla crisi di governo e  i leader della federazione hanno ammesso chiaramente che il loro intento è quello di far tornare Draghi sui suoi passi, perché, a detta loro, nessuno può governare il Paese meglio di lui.