Bimbo ucciso a Cardito, chiesto l’ergastolo per la madre: “Anche gli animali difendono i cuccioli”

Il patrigno del piccolo Giuseppe Dorice, il bimbo ucciso di botte nel gennaio del 2019 a Cardito, è stato condannato all’ergastolo. 

Tony Badre – Giuseppe Dorice – Valentina Casa – LettoQuotidiano.it
Tony Badre – Giuseppe Dorice – Valentina Casa – LettoQuotidiano.it

Alla mamma del bambino è stata invece inflitta una condanna a 6 anni di carcere. Il sostituto procuratore generale di Napoli Anna Grillo ha chiesto l’ergastolo per la madre.

Bimbo ucciso di botte a Cardito

Ucciso a botte e bastonate: è morto sotto i colpi inferti dal patrigno il piccolo Giuseppe Dorice, il bimbo originario di Cardito (Napoli), di appena 8 anni.

A colpirlo a morte sotto gli occhi della madre e della sorellina, che miracolosamente scampò al massacro, fu Tony Essobti Badre, compagno di Valentina Casa.

Badre riferì di aver ucciso il piccolo Giuseppe perché lui e la sorellina si erano messi a saltare sul letto, appena comprato, e questo aveva scatenato la sua furia omicida.

La piccola Noemi, 6 anni appena, riuscì a salvarsi, diventando poi la testimone principale di quel drammatico pomeriggio del 27 gennaio 2019.

I giudici di Primo Grado hanno inflitto una condanna all’ergastolo per Tony Essobti Badre, accusato di omicidio volontario aggravato e tentato omicidio aggravato della piccola Noemi.

Fiori e peluche per il piccolo Giuseppe Dorice
Fiori e peluche per il piccolo Giuseppe Dorice – LettoQuotidiano.it

L’uomo è accusato anche di maltrattamenti in famiglia aggravati dalla crudeltà e dai futili motivi, dalla minorata difesa e dall’abuso delle relazioni domestiche.

MI SONO FUMATO UNA ‘CANNA’ … USO SOSTANZE STUPEFACENTI QUOTIDIANAMENTE … HO VISTO LA STRUTTURA DEL LETTO ROTTA, MI VENNE UN RAPTUS, COME SE SI FOSSE SPENTO IL CERVELLO

aveva dichiarato Badre al cospetto dei giudici, ammettendo di aver fatto uso di sostanze stupefacenti.

La madre del piccolo Giuseppe Dorice è stata invece condannata a 6 anni di carcere.

Chiesto l’ergastolo per la madre

Valentina Casa è stata accusata di maltrattamenti, mentre le altre accuse sono cadute. Assolta dagli altri reati contestati.

“Si è toccato il fondo della crudeltà umana, anche gli animali hanno l’istinto di proteggere i propri cuccioli”

ha detto il sostituto procuratore generale di Napoli Anna Grillo durante la requisitoria al cospetto della Corte di Assise di Appello di Napoli, che si è tenuta lo scorso venerdì.

Il pg ha chiesto quindi ai giudici di confermare la condanna all’ergastolo inflitta in primo grado al patrigno del piccolo Giuseppe e a Valentina Casa.

Il sostituto procuratore ha ripercorso le ultime, drammatiche ore di vita del bambino, morto dopo ore di agonia, come accertato dall’esame autoptico.

Il piccolo Giuseppe morì:

“PER ARRESTO CARDIO-RESPIRATORIO A SEGUITO DI LESIONE DIRETTA DEL TRONCO-ENCEFALICO, SEDE ANATOMICA DEI RELATIVI CENTRI NERVOSI REGOLATORI”

come accertò l’esame autoptico.