Daniela Molinari, cerca il papà biologico per curare il tumore: “Aiutami a salvarmi”

L’infermiera 47enne, colpita da una rara forma di tumore, qualche mese fa si era appellata alla madre biologica per sperimentare delle nuove cure con un farmaco “costruito” sul suo Dna. 

Daniela Molinari
Daniela Molinari – Lettoquotidiano.it

La madre si era inizialmente rifiutata di aiutare la figlia, nata il 26 marzo 1973 a Como. La donna aveva deciso di far nascere la bambina e poi lasciarla in un istituto di suore.

In un secondo momento, la madre di Daniela si è fatta avanti per cercare di aiutare la Molinari, ma le cure sperimentali non stanno dando gli esiti sperati.

La storia di Daniela Molinari

L’ha lasciata all’orfanotrofio delle suore di Rebbio, nel Comasco, appena nata, nel ’73.

In quell’orfanotrofio, Daniela Molinari, infermiera 47enne, è rimasta due anni prima di essere adottata.

La documentazione della struttura, che risulta ormai chiusa da anni, è conservata presso l’ospedale Sant’Anna di Como.

Nel 2018 Daniela Molinari ha scoperto di avere un tumore, che però non è curabile con chemio e cure classiche.

I medici che avevano in cura l’infermiera le hanno quindi suggerito di cercare i suoi genitori biologici, per avere una mappatura genetica e provare una cura sperimentale.

Così Daniela Molinari aveva lanciato un appello alla madre naturale, perché si sottoponesse a un semplice prelievo di sangue.

La madre biologica ha accettato di sottoporsi al test

Nonostante i diversi appelli, la donna si era inizialmente rifiutata di sottoporsi al test per aiutare quella figlia che aveva abbandonato, quando 48 anni fa era rimasta incinta ed aveva deciso di non abortire, nonostante il contesto di violenza in cui si trovava.

Finalmente, dopo un nuovo appello della giovane infermiera, la madre biologica ha poi deciso di sottoporsi al test – in totale anonimato.

L’appello al padre biologico

Purtroppo le cure sperimentali non stanno dando gli esiti sperati, quindi l’ultima speranza di Daniela Molinari è quella di cercare anche il padre biologico.

“Il ragionamento è semplice. Servono tre tasselli per la cura, se con due – il mio e quello di mia mamma – non bastano, mi serve il terzo, quello di mio padre”

ha spiegato l’infermiera.

Daniela Molinari
Daniela Molinari – Lettoquotidiano.it

La Molinari pensa di aver trovato il padre tramite una ricerca effettuata personalmente da lei stessa e quindi si è appellata all’uomo che potrebbe salvarle la vita.

“Se lei è davvero mio padre, una provetta del suo sangue può perfezionare la mia cura. Sono solo malata, non voglio disturbare né lei né la sua famiglia”

ha spiegato l’infermiera.

L’ultima speranza dell’infermiera è quella che il padre biologico si sottoponga al prelievo per aiutare Daniela, che senza il suo aiuto rischia di non farcela.