Tonga, arrivati i primi aiuti umanitari: eruzione 500 volte più violenta della bomba atomica

Tonga: gli scienziati hanno stimato che la forza dell’eruzione del vulcano sottomarino sia stata 500 volte più forte della bomba atomica sganciata su Hiroshima nel ’45.

Toga
Toga, eruzione del vulcano sottomarino – LettoQuotidiano.it

Centinaia di abitazioni sono state distrutte dall’eruzione e le vittime accertate finora sono 3, numero che però potrebbe aumentare considerando la situazione nelle isole periferiche, che non sono state ancora scaglionate.

L’eruzione del vulcano Hunga Tonga-Hunga Ha’apai

Sono ormai trascorsi 5 giorni dall’eruzione avvenuta lo scorso sabato che ha scatenato un violentissimo tsunami.

Quello che fino a qualche giorno fa era un vero e proprio paradiso a cielo aperto, si è ben presto trasformato in un cumulo di cenere e macerie.

“Un disastro senza precedenti”

è stato il primo, drammatico esposto del governo locale.

Le vittime accertate sono 3: una donna di origini inglesi, che ha perso la vita cercando di mettere in salvo i suoi cani, una donna del posto e un uomo di 49 anni. Il numero potrebbe però ancora salire, quando saranno ispezionate le isole periferiche, di cui non si hanno ancora notizie.

Secondo i ricercatori della Nasa, la violenta eruzione sottomarina avrebbe avuto una potenza esplosiva 500 volte superiore a quella della bomba atomica che l’America sganciò su Hiroshima nel ’45.

Lo tsunami ha spazzato via le abitazioni presenti sulle isole minori dell’arcipelago. A preoccupare maggiormente sono le risorse idriche, gravemente danneggiate, che potrebbero dare inizio a una crisi umanitaria.

Arrivano i primi aiuti

Intanto, come riferisce anche Il Post, sono giunti i primi aiuti umanitari a Tonga. Due aerei militari, in arriva dall’Australia e dalla Nuova Zelanda, hanno fatto scalo all’aeroporto di Tonga.

Nell’arcipelago sono giunti non solo beni di prima necessità, ma anche attrezzatura per ripristinare la comunicazione. Lo tsunami ha infatti danneggiato anche l’unica fibra ottica presente sulle isole, ma nelle ultime ore la linea telefonica è stata ripristinata quasi totalmente.

Nei prossimi giorni sono attese due navi della marina neozelandese, che dovrebbero portare acqua potabile. La cenere dell’esplosione sta mettendo seriamente a rischio le fonti di acqua potabile dell’intero arcipelago.

“Garantire l’accesso all’acqua potabile è una priorità critica immediata, perché c’è un serio rischio di malattie gravi come il colera”

ha dichiarato Katie Greenwood, capo delegazione del Pacifico per la Federazione internazionale delle società di Mezzaluna Rossa e Croce Rossa.