Pensioni: rivoluzione da gennaio 2022. Quanto ritireranno in più i pensionati rispetto al 2021

Pensioni più alte dal primo gennaio 2022? È tutto vero o è l’ennesima bufala? La normativa potrebbe prevedere un’interessante rivalutazione dell’assegno previdenziale, ma c’è il Covid e l’Esecutivo Draghi che potrebbero cambiare le carte in tavola.

incrementi pensioni 2022 -LettoQuotidiano
aumenti pensioni 2022 -LettoQuotidiano

Si parla di incrementi del cedolino pensionistico, in quanto dal 1° gennaio 2022 dovrebbe cambiare il meccanismo di perequazione delle pensioni. La normativa prevede l’entrata in vigore di un sistema di computo più favorevole per gli assegni d’importo medio-alto. Ma è effettivamente vero?

Pensioni in aumento dal 2022: ecco cosa potrebbe cambiare

Fino al 31 dicembre 2021 il meccanismo di rivalutazione in vigore prevede che il tasso si applichi tenendo conto delle seguenti percentuali:

  • 100% per i trattamenti che hanno un importo inferiore alle quattro volte il trattamento minimo;
  • 77% per i trattamenti economici compresi tra le quattro e le cinque volte il minimo;
  • 52% per gli importi compresi tra le cinque e le sei volte il trattamento minimo;
  • 47% per i trattamenti compresi tra le sei e le otto volte il minimo;
  • 45% per i trattamenti compresi tra le otto e le nove volte il minimo;
  • 40% per i trattamenti sopra le nove volte il minimo.

Oggi l’assegno previdenziale di importo minimo è pari a 515,58 euro; solo per le pensioni d’importo inferiore ai 2.062,32€ si applica una rivalutazione piena, mentre più si sale d’importo e più la rivalutazione è parziale.

Come stabilito dalla Legge 388/2000, il meccanismo di rivalutazione in vigore fino al 31 dicembre 2021 potrebbe cambiare ed essere sostituito da nuove regole:

  • perequazione piena (100%) per i trattamenti sotto le quattro volte il trattamento minimo;
  • perequazione al 90% per i trattamenti tra le quattro e le cinque volte il minimo;
  • perequazione al 75% per i trattamenti sopra le cinque volte il minimo.

Aumenti dal 2022: è tutto vero?

Ma è tutto vero che dal primo gennaio 2022 le pensioni potrebbero subire incrementi? Non si esclude un intervento da parte del Governo Draghi, che potrebbe ritardare l’entrata in vigore di questo sistema di rivalutazione.

Altro fattore che potrebbe ritardare l’incremento delle pensioni a partire dal 2022 è il Covid. Con l’emergenza pandemica innescata dalla diffusione del Coronavirus si è registrato un grande calo dell’aspettativa di vita nei Paesi più sviluppati dalla II Guerra mondiale. E’ quanto ha rivelato uno studio pubblicato oggi dall’Università di Oxford, condotto in 29 Paesi, tra cui gran parte dell’Europa, Stati Uniti e Cile, secondo il quale lo scorso anno 27 di questi Paesi hanno registrato riduzioni dell’aspettativa di vita.

Il Covid cambierà la soglia dei 67 anni per avere diritto alla pensione di vecchiaia? Secondo le previsioni gli assegni previdenziali dovrebbero subire un lieve incremento nel biennio 2023-2024.

Visto che l’aspettativa della vita si è ridotta a causa della pandemia innescata dal Covid, anche l’età per andare in pensione potrebbe essere rivista al ribasso.

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