Ossido di etilene, nel cibo che mangiamo: l’Europa non riesce ad intervenire

Cosa sta succedendo? l’Europa non ha la situazione sotto controllo: sono arrivate varie segnalazioni di ossido di etilene all’interno degli alimenti.

Recentemente sono stati ritirati molti prodotti dal mercato a causa della presenza di ossido di etilene.

Ma l’Europa come si sta comportando? Scopriamo quali sono i rischi che corre l’uomo per questa sostanza altamente vietata  dalle nazioni.

Ossido di etilene: che cos’è?

L’ossido di etilene è un composto chimico che viene utilizzato per creare altri composti, ma di solito viene utilizzato per disinfettare e evitare la presenza di parassiti e muffe.

In passato era usato anche negli alimenti per la decontaminazione dei silos usati per conservare il cibo. 

Ma attualmente l’uso in Europa dell’ossido di etilene è vietato, dato che è risultato essere molto nocivo per l’uomo. 

Assunto con dosi elevate per un lungo periodo, è cancerogeno, ma se ingerito in piccole quantità non crea danni alla salute. 

L’ossido di etilene, all’interno degli alimenti europei

Secondo un’accurata analisi, nello scorso giugno, su venti prodotti ritirati dai supermercati, ben otto contenevano la sostanza, infatti si è dedotto che potrebbe essere presente ovunque.

Recentemente sono stati ritirati, dalla guardia di finanza, dei semi di sesamo e degli integratori alimentari a base di curcuma della Coop. 

Ma non è finita qui, perché ci sono tanti altri prodotti che sono stati richiamati. 

Le numerose allerte alimentari avvengono soprattutto perché spesso la materia prima viene presa dai paesi come L’India in cui la sostanza non è ancora stata vietata. 

Ad occuparsi e a denunciare il grave problema è stata proprio Foodwatch, un’organizzazione francese.

In Italia sono stati ritirati già vari prodotti dagli scaffali, mentre altre nazioni continuano a venderle agli acquirenti. 

Da vari documenti è emerso che la Commissione Europea ha chiesto agli stati dell’Unione di non richiamare gli alimenti nel caso in cui la sostanza sia presente a livelli non rilevabili, ovvero 0,02 mg/kg.

Per Foodwatch è una situazione inaccettabile, dato che ci sono due prodotti che risultano contaminati e sono ingredienti del latte per i bambini: la farina di carrube e la gomma di guar. 

L’organizzazione francese ha voluto ribadire alla Commissione la clamorosa violazione delle norme europee sulla sicurezza alimentare.

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