Usura in aumento durante il lockdown: l’altra faccia della pandemia

La pandemia sta colpendo le libere professioni e in special modo il commercio. C’è stato un notevole incremento di richiesta di prestiti a strozzo durante lockdown.

I commercianti accusano  carenza di liquidità.

Usura da pandemia

La pandemia sta colpendo le libere professioni e in special modo il commercio.
Sono infatti i commercianti che stanno accusando quella carenza di liquidità, dovuta alla crisi economica scaturita dalla pandemia da coronavirus.

Il settore dl commercio sta attraversando una fase decisamente difficile. Gran parte dei negozi a causa del coronavirus sono stati chiusi, o devono chiudere prima dell’orario stabilito.

Un effetto domino con gravi ripercussioni sia per i lavoratori costretti a restare a casa, che per i commercianti che si trovano a fronteggiare il problema delle merci invendute.

D’altra parte i fornitori devono a loro volta essere pagati e le utenze saldate.

Una pericolosa carenza di liquidità, che se non è tutelata dalla presenza dello Stato, rende i titolari di piccole e anche medie realtà commerciali facili prede della criminalità che allunga la mano.

Usura e criminalità organizzata

Per quanto si siano approntate delle misure a sostegno delle realtà in sofferenza, non sempre queste arrivano in tempo.  E non sempre si può attingere agli aiuti di Stato.

L’attività dell’usuraio è sempre esistita, ma non si tratta di un singolo, ora questa lucrosa attività è nelle voraci mani della criminalità organizzata.

Quando la crisi economica dilaga come un cancro e le persone in difficoltà hanno bisogno di liquidi, se le banche e lo Stato sono sordi a questa richiesta di aiuto, gli usurai arrivano garantendo liquidità immediata.

Ma insieme alla liquidità arriva anche un interesse “capestro” che può raggiungere e superare anche il 100% e ci si potrebbe ritrovare a dover restituire 200mila euro per un prestito di 20mila.

Come riferisce Fanpage.it, Luigi Ciatti, presidente dell’associazione Antiusura onlus ha spiegato in una intervista la situazione attuale:

“Nel mese di marzo/aprile c’è stato un incremento di chiamate del 30%  ad agosto le richieste hanno sforato il 50%”.

Si può chiaramente capire che si tratta di un numero molto elevato di richieste e nel conteggio non è stato possibile logicamente inserire tutte quelle persone che per paura di ripercussioni non denunciano e restano in balia degli strozzini.