Il Dl Immigrazione è legge: addio ai decreti Sicurezza di Salvini

Con 153 favorevoli, 2 contrari e 4 astenuti, il Senato ha approvato a maggioranza il dl sull’immigrazione che ora è legge.

Sono stati annullati i dl Sicurezza richiesti da Salvini.

Immigrazione ora è legge

Il Senato ha approvato a maggioranza il dl Immigrazione, passata con 153 favorevoli, 2 contrari e 4 astenuti.

Le passate misure sull’immigrazione imposte da Matteo Salvini, che nel precedente Governo Conte ne chiese l’approvazione, sono annullate.

Dopo mesi di diatribe tra Partito Democratico, favorevole all’eliminazione dei decreti Salvini, e il Movimento 5 Stelle, che nell’esecutivo antecedente li aveva avallati, è arrivato il via libera da parte del Consiglio dei ministri.

Gruppi parlamentari dell’opposizione avevano minacciato di fare opposizione ricorrendo anche alle barricate, ma il dl è passato a Montecitorio a dicembre.

Tuttavia le proteste sono avvenute oggi in mattinata e nella seduta pomeridiana  si è arrivati alla zuffa, sconfinata in uno scontro fisico, che si è concluso con un commesso e un questore in infermeria.

L’opposizione ha giocato il tutto per tutto cercando di non far raggiungere il numero legale, ma con l’approvazione dell’Aula, il testo diviene legge.

Cosa cambia con la nuova legge

Il nuovo decreto Immigrazione modifica alcuni punti dei dl Sicurezza richiesti da Matteo Salvini che erano stati ratificati dal primo Governo Conte.

Tra i cambiamenti, le norme per le navi delle Ong, verso le quali sono state diminuite le sanzioni economiche.
In passato potevano toccare anche il milione di euro e la confisca della nave.

Ora non supereranno i 50mila euro, e non è prevista alcuna confisca per le imbarcazioni, tuttavia le sanzioni non partiranno se le navi informeranno le autorità italiane e quelle del paese di cui fanno parte.

La protezione umanitaria che era stata esclusa dai decreti Salvini è stata reinserita. Si potranno convertire i permessi per lavoro calamità, motivi religiosi e assistenza ai minori oltre che quelli per la protezione speciale.

Nella nuova normativa è stato reintrodotto il divieto di respingimento se si rischia un trattamento inumano nel proprio Paese d’origine.

Inoltre viene inserito il divieto di accesso a locali e pubblici esercizi se si hanno alle spalle storie di violenza.

 

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