Caso Vannini, “Mi manca andare al cimitero”: lo sfogo di mamma Marina in quarantena

La mamma di Marco Vannini affida il suo sfogo durante la quarantena in un’intervista esclusiva, le parole di Marina sul caso che ha commosso l’Italia.

Caso Vannini, intervista a mamma Marina
Mamma Marina e Marco Vannini

Il caso di Marco Vannini vedrà un nuovo processo a breve che potrebbe ribaltare le condanne come deciso dalla Cassazione. La mamma confessa  come sta vivendo questi giorni di quarantena con il ricordo doloroso del figlio scomparso.

Mamma Marina, “Mi manca il cimitero”

Erano legatissimi mamma Marina, papà Valerio ed il loro unico figlio Marco.

Il ragazzo appena ventenne che ha perso la vita ormai     anni fa a Ladispoli in casa della fidanzata Martina Ciontoli.

Per i genitori, la famiglia di Martina era una seconda famiglia per Marco, ed ora che il figlio è stato ucciso a Marina e a Valerio non resta altro che lottare affinché sulla sua morte venga finalmente fatta luce.

Il ricordo del loro unico figlio è sempre vivo come ha raccontato più volte mamma Marina, che ancora oggi invia messaggi di affetto e di auguri al cellulare del figlio, ben sapendo che non potrà mai risponderle.

Giovanni Terzi de Il Tempo ha intervistato in esclusiva Marina, che in questo periodo di quarantena a causa del coronavirus ha svelato un motivo di dolore aggiuntivo:

“Mi manca andare al cimitero a trovare mio figlio…prima ci andavo anche tre volte al giorno”.

Marina ha ammesso che ciò le manca molto ma che lei e Valerio hanno ritrovato una tradizione che li riporta indietro nel tempo, a quando c’era Marco:

“Con Valerio abbiamo fatto una cosa che non facevamo da cinque anni..abbiamo acceso il camino. Lo accendevamo sempre con Marco.”

In poche parole il dolore immenso di una mamma per la perdita del figlio e la difficoltà di vivere questo periodo anche lontano dall’unico luogo in cui può sentire il conforto di una preghiera e di un ricordo, ma anche la speranza di vedere presto la luce.

A breve il nuovo processo porterà alla verità sul caso Vannini?

Nell’intervista Marina conferma la ferma decisione della famiglia di Marco di continuare a lottare perché giustizia sia fatta.

“Giustizia significa che devono essere condannati al almeno 14 anni..sono tutti complici”.

E’ questo che spera Marina, avvallata dalla decisione presa dalla Corte di Cassazione che il 7 febbraio scorso ha di fatto annullato la sentenza di secondo grado rimandando alla corte d’Appello un nuovo processo.

Sarà tutto da rifare infatti poiché i giudici della Cassazione hanno confermato ciò che la famiglia di Marco e l’opinione pubblica pensano: la vita di Marco è stata spezzata da tutta la famiglia Ciontoli complice di aver ritardato i soccorsi che avrebbero potuto salvare la vita al ragazzo.

“Nessuno ci ridarà il meraviglioso sorriso di nostro figlio..ma questo non significa che non debba essere fatta giustizia”

Conclude Marina.

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