La nuova vita di Stasi, Panarello e Bossetti: tutte le mansioni in carcere dei detenuti dei fatti di cronaca

Sono loro i detenuti dei fatti di cronaca che hanno segnato la storia italiana: ma qual è la loro nuova vita in carcere?

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Sono i detenuti dei fatti di cronaca che ancora oggi hanno un punto interrogativo su svolgimento e movente. Ma cosa fanno in carcere: ecco la loro nuova vita

La nuova vita da Bossetti sino alla Panarello

Sono diventati “famosi” per il delitto commesso, fatti di cronaca che è impossibile dimenticare e resteranno per sempre segnati sulla storia italiana di questi anni.

Sono nomi e cognomi oramai familiari, in carcere a scontare la pena per omicidi che hanno traumatizzato gli utenti. Ma tutti si chiedono cosa facciano in carcere e quale sia ora la loro vita -come evidenziano vari media tra cui il TgCom.

Partendo da Alberto Stasi – in carcere con l’accusa di omicidio per la fidanzata Chiara Poggi – lavora per una azienda come centralista all’interno del carcere.

Cosima Serrano e Sabrina Misseri sono in carcere per il delitto della piccola Sarah Scazzi e passano le loro giornate lavorando come sarte.

Olindo Romano e Rosa Bazzi, protagonisti della Strage di Erba, si occupano rispettivamente di cucina (Olindo è cuoco) e lavoro sul cuoio. Rosa è impiegata anche come inserviente su richiesta.

Nello stesso carcere di Rosa e Olindo – Opera di Bollate – si trova anche Massimo Bossetti, in carcere con accusa di omicidio della piccola Yara Gambirasio: le sue giornate sono dedicate allo studio e al lavoro. Lo stesso infatti è stato inserito all’interno di un progetto molto particolare, per riparare le macchine del caffè quando rotte che poi vengono rimesse sul mercato a dei prezzi vantaggiosi.

Salvatore Parolisi e Michele Buoninconti si sono dati invece allo studio: il primo – in carcere per l’omicidio della moglie Melania Rea – studia e sta facendo uno stage di formazione per lavorare nella stessa azienda di Stasi. Buoninconti – in carcere per l’omicidio della moglie Elena Ceste – studia economia ed è anche diventato tutor universitario presso il carcere di Alghero.

Veronica Panarello, in carcere per l’omicidio del figlio Loris, sta frequentando un corso per diventare operatore sociale.

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