Milano, madre disperata si lancia nel vuoto con la figlia: emerge la dura verità dietro il terribile gesto

Una madre disperata di Milano che ha deciso di lanciarsi nel vuoto con la figlia di due anni: ma quale è la verità dietro questo terribile gesto?

Milano
Milano madre si lancia con la figlia nel vuoto

Milano ieri nel terrore, con il lancio nel vuoto di una madre con in braccio la sua bambina piccola affidando l’addio sui social. Ma la realtà è ancora più complicata.

Il lancio nel vuoto di madre e figlia

Ieri alle dieci del mattino la donna ha inviato un ultimo sms al suo avvocato, Balconi, dove evidenzia di aver scritto una memoria per smentire le parole dei testimoni – dandogli appuntamento alle ore 16.

Ma a quell’appuntamento non ci è mai andata, prendendo la bambina in braccio circa un’ora prima e lanciandosi giù dalla tromba delle scale – ottavo piano –  di un palazzo scelto a caso.

Lei muore sul colpo mentre la piccola è viva, continuando a chiamare la madre dopo la violenta caduta. I vari condomini cominciano a percepire che qualcosa sia accaduto:

“un tonfo come se fosse caduto un armadio”

In sette persone chiamano il 118 per allertare i soccorsi mentre altri si premuniscono di portare via la piccola dalla madre, cercando di proteggerla da quello che sta vivendo in quel momento.

Sul posto tre volanti della Polizia e la Scientifica per il primo sopralluogo. La donna ha 43 anni, due figli di 11 e 8 anni e poi lei di 2 anni avuta con un altro uomo.

Per entrare nell’androne ha detto al custode che sarebbe dovuta andare in uno studio legale, lasciando il passeggino all’ingresso e appoggiando la sua borsa al pianerottolo.

La piccola ora è all’Ospedale Niguarda, dove subisce un intervento e non è più considerata in pericolo di vita.

La verità dietro il terribile gesto della madre

Dietro a questo gesto non c’è sicuramente solo disperazione, come si evince da Il Corriere della Sera. Dentro la borsa ispezionata dalla Polizia si trova una convocazione al Tribunale dei minori per il 26 settembre.

Laureata in legge, praticante  e benestante. Ma i primi due figli sono stati affidati al padre per:

“gravi disturbi della personalità, immatura – narcisista ma senza disturbo psichiatrico”

Come da perizia. Conoscendo un altro uomo ha un’altra bambina affidata ai servizi sociali nonostante fosse a carico della madre. Gli atti sottolineano le sue relazioni ambigue, il fatto che non sia mai stata nella comunità assegnata e di lasciare la figlia da sola per girare tra locali notturni e fare di tutto per non darla al padre.

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