Omicidio Manduria, la decisione del Gip sui minorenni: “Sono pericolosi”

Riflettori accesi sull’omicidio a Manduria con la decisione del Gip dopo le tragiche confessioni della baby gang

Omicidio Manduria
Omicidio Manduria

Il Gip ha preso una decisione in merito ai minorenni che hanno partecipato attivamente all’omicidio di Manduria, continuando le ricerche sugli altri presenti alle varie spedizioni punitive.

Le confessioni della baby gang

I video che sono stati girati per riprendere tutte le scene di sevizie, maltrattamenti e insulti verso Antonio Stano sono serviti per identificare i colpevoli della baby gang.

Non solo, come abbiamo evidenziato in questo nostro articolo, determinante anche la testimonianza della fidanzata di uno dei ragazzi coinvolti che ha raccontato i particolari nonché confermato la presenza di alcuni adulti che intendevano inquinare le prove.

Uno dei ragazzi maggiorenni che hanno partecipato alle spedizioni, ha confessato tutti i passaggi e ciò che è stato inflitto al povero pensionato durante le ore di sevizie e pestaggio che hanno poi portato al triste epilogo. 

La decisione del Gip

Oltre ai due ragazzi maggiorenni, nella vicenda sono coinvolti anche sei minorenni che sono stati interrogati in merito alla vicenda, definendosi dispiaciuti e pentiti.

Il Gip del Tribunale dei minori di Taranto ha firmato l’ordinanza per la custodia cautelare, con l’accusa di sequestro di persona – tortura – danneggiamento – violazione di domicilio per la morte di Antonio Stano.

Gli altri minori che hanno partecipato a questa terribile “spedizione punitiva” sono in via di identificazione. Il Gip Morelli ha disposto il carcere per i ragazzi proprio perché non possano inquinare prove importanti o commettere nuovi atti di violenza. 

L’interrogatori di garanzia si sono svolti durante questi giorni e, come riportato da TGCOM24, secondo i difensori i giovani avevano gli occhi pieni di lacrime e molto provati – confermando la loro partecipazione e riconoscendo il loro volto all’interno dei vari video girati.

Per quanto riguarda i ragazzi maggiorenni ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare, anche per il reato di tortura – escludendo i domiciliari in quanto troppo pericolosi.

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