L’attivista Zaky ancora in carcere, l’amico: “Anch’io torturato in Egitto, temo per lui”

L’attivista Patrick George Zaky è ancora in carcere. Parla l’amico del giovane, anche lui arrestato e torturato dalle forze di sicurezza statali.

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Il giovane attivista Zaky arrestato al Cairo è ancora in carcere. Attiva una petizione online per chiederne la scarcerazione.

L’arresto di George Zaky

Lo sorso 8 febbraio è stato arrestato al Cairo lo studente egiziano  Patrick George Zaky. Il ragazzo sta seguendo un master a Bologna sugli studi di genere.

Come riporta anche Fanpage, l’accisa per Zaky è di rovesciamento del regime al potere. Una colpa pesantissima, che potrebbe costargli il carcere a vita. Un interrogatorio infinito, durato 30 ore, durante il quale il giovane è stato ammanettato e bendato, oltreché colpito con pugni alla schiena e allo stomaco.

L’arresto sarebbe avvenuto per conoscere i legami del giovane con la famiglia di Giulio Regeni e l’Italia.

Il ragazzo si trova ora in una camera di sicurezza a Mansoura-2, ad un centinaio di chilometri dal Cairo.

Il racconto dell’amico

Per la sua liberazione si è attivata una vera e propria mobilitazione online. Amnesty International ha lanciato una petizione per chiedere la scarcerazione dello studente, sottolinenado il fatto che il suo arresto sia l’ennesima prova di come il regime egiziano adotti repressione nei confronti degli oppositori.

Come ha raccontato all’Ansa, anche un amico di Zaky sarebbe stato arrestato e torturato dalle forze di sicurezza egiziane.

“Mi hanno interrogato per 36 ore, picchiato e legato”

è il drammatico racconto di Amr Abdelwahab, amico dell’attivista egiziano che ora vive a Berlino. Il ragazzo si sta battendo strenuamente per la liberazione di Patrick.

Intanto la famiglia di Giulio Regeni, il ricercatore italiano torturato ed ucciso nel febbraio 2016, hanno espresso la loro vicinanza al giovane attivista arrestato.

“Zaky, come Giulio, merita onestà e determinazione, non chiacchiere “

hanno detto Claudia e Paolo Regeni.

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