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Yulen, tensione a Malaga per errore di calcolo: team scava un altro tunnel

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La tensione sale a Malaga per il salvataggio del piccolo Yulen. Un errore di calcolo ha compromesso tutto il lavoro fatto sino adesso.

Yulen, tensione a Malaga per errore di calcolo: team scava un altro tunnel
Yulen Malaga

Nelle ultime ore il panico a Malaga è salito, non solo per i tanti ostacoli trovati tra la terra e la roccia ma anche per un errore di calcolo che potrebbe essere fatale per il piccolo Yulen.

Yulen, sale la tensione

Dal 13 gennaio il mondo è fermo con la speranza di ritrovare il piccolo Yulen ancora vivo, dopo che è precipitato in un pozzo aperto all’interno della tenuta di un amico di famiglia.

Il team di espertisi ricorda che gli stessi hanno salvato i minatori incastrati sotto terra in Cile – sono a lavoro giorno e notte nella cittadina di Totalàn vicino Malaga, anche se ogni minuto e ogni imprevisto sembra impedire l’operazione di recupero.

Come riportato da La Vanguardia c’è stato l’ennesimo scherzo del destino, che costringe i soccorritori ad attuare un nuovo piano.

La nuova strategia di salvataggio

Sempre secondo le fonti e ultime notizie un errore di calcolo costringe tutto il team a rivalutare la situazione. Non solo: è necessario scavare un nuovo tunnel per andare a prendere il piccolo bambino.

Quello che verrà fatto è ampliare il tunnel verticale, che delimita la possibilità di inserire tubi in profondità; se questo passo andrà a buon fine – la perforazione giungerà al termine, eseguendo un rivestimento per la quale saranno necessarie altre 6 ore di attesa in aggiunta alle 3 per il riempimento del terreno.

Successivamente si dovrebbe ritornare al “piano iniziale”, cercando quindi di raggiungere Yulen attraverso degli strumenti manuali.

“Inserendo il tubo, che è dritto, non può raggiungere la profondità che cerchiamo”

Sono le parole di Juan Lòpez Escobar – Direttore generale dell’Associazione degli Ingegneri delle Miniere del Sud – evidenziando inoltre che lo stesso tubo è stato rimosso per ampliarlo utilizzando un trapano più grosso.

“Non è saggio parlare di tempo”

Sempre a La Vanguardia, Escobar crede non sia il caso di parlare di tempistiche per il recupero. Arrivati a questo punto ogni minuto è prezioso ma ci sono degli imprevisti che potrebbero ancora accadere, soprattutto quando il tutto viene svolto con urgenza. Nonostante questo il team ha ipotizzato circa 24 ore per il recupero, ma senza darne conferma o certezza.

Escobar, a nome dei soccorritori, ha dichiarato che la priorità è di andare a prendere il piccolo e trovarlo vivo – anche se tutti questi imprevisti fanno pensare il peggio.