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Yara, Bossetti rilascia una dichiarazione sconcertante

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In queste settimane è spuntata una rivelazione davvero destabilizzante del muratore di Mapello di Massimo Bossetti, l’assassino della piccola Yara Gambirasio di Brembate

La notizia è stata riportata da Urban Post. Massimo Giuseppe Bossetti,  è stato condannato, in tutti e tre i gradi di giudizio, all’ergastolo. La sera maledetta del 26 novembre 2010, secondo la giustizia italiana ha ucciso la giovane ginnasta che aveva davanti a se tutta la vita.

Claudio Salvagni, legale del muratore,  ha fatto da tramite in queste ultime ore, divulgando il contenuto di una lettera che Bossetti ha scritto dal carcere e indirizzato a Marco Oliva, giornalista conduttore della trasmissione Iceberg Lombardia. Nella puntata di giovedì si è parlato della missiva:

“Avrei potuto usufruire di benefici se mi fossi proclamato colpevole, molte volte mi sono state fatte delle proposte dalle persone che hanno indagato, ma il sottoscritto ha sempre declinato“.

E poi ha proseguito Bossetti nella lettera“Ho sempre declinato la proposta di confessare perché come padre devo poter guardare negli occhi i miei figli. Qualcuno si è mai chiesto cosa hanno subito e cosa continuano a subire i miei famigliari? Non credo“.

“Sono quattro anni e sette mesi che sono detenuto e che chiedo un test del Dna che sgombri ogni dubbio”.

Bossetti poi ribadisce la sua innocenza: “Non sono io la persona che l’ha uccisa e se qualcuno pensa che io nasconda altre persone, si sbaglia“. Massimo Bossetti si autodefinisce capro espiatorio “ma si è tralasciato di cercare altre piste che avrebbero portato la reale verità e non una verità costruita mediaticamente”.

 

Insomma. gli sarebbe stato proposto di confessare. Sarà vero? Intanto sta scontando la sua pena in galera. Il suo Dna era sulle mutandine della piccola Yara. Lui ha sempre negato l’evidenza.

Per incastrarlo è stata fatta un’indagine senza precedenti, fatta di una ricerca specifica e intricata come nel migliore dei gialli. Il suo furgone quella sera era a Brembate e anche il suo telefonino è stato localizzato da quelle parti negli orari della sparizione. Elementi inconfutabili che non gli hanno lasciato scampo.