Home Cronaca WhatsApp, gruppo per deridere e offendere un compagno di classe: l’intervento del...

WhatsApp, gruppo per deridere e offendere un compagno di classe: l’intervento del Questore di Roma

CONDIVIDI

WhatsApp non viene utilizzato solo per mandare messaggi ma anche per creare gruppi dedicati, al fine deridere un proprio compagno di classe. L’intervento del Questore di Roma è definitivo

WhatsApp, gruppo per deridere e offendere un compagno di classe: l'intervento del Questore di Roma
Immagine di repertorio

WhatsApp in questo caso è diventata un’arma da utilizzare contro un ragazzino di 15 anni, deriso e offeso dai suoi compagni di classe via messaggio. Ecco cosa è accaduto

Ragazzino offeso dai suoi compagni a Roma

Un ragazzino di 15 anni che frequenta la seconda dell’Istituto superiore a Roma è stato deriso e offeso dai suoi compagni di classe. La modalità utilizzata è tramite l’applicazione di messaggistica istantanea, dove è stato creato un gruppo apposito al fine di denigrarlo in tempo reale.

Il gruppo è stato creato dai suoi compagni intitolandolo con un nome riferito alla disabilità del ragazzo, per poi inserirlo al suo interno al fine che potesse leggere tutte le prese in giro e le umiliazioni. Un continuo invio di messaggi, foto, vocali e ogni tipologia di offesa che potesse arrivare al giovane ragazzino senza che lui potesse difendersi.

Il ragazzo di 15 anni, vittima di bullismo, soffre di un piccolo disturbo che influisce in maniera minima sulla sua attenzione e quoziente intellettivo. Questo ha portato i suoi compagni a colpirlo duramente in modalità social: il ragazzo ha chiesto più volte ai suoi compagni di lasciarlo stare, ma invece di fare un passo indietro, i ragazzi aumentavano l’invio dei messaggi.

Il ragazzo – come si evince anche da TgCom – ha trovato il coraggio di parlare con i genitori e con i professori, raccontando i fatti e mostrando loro le chat.

Una volta partita la denuncia la polizia, il Questore di Roma ha firmato la lettera di ammonimento per tre ragazzi e una ragazza. Nel caso in cui questo non dovesse servire a fermare il loro comportamento, per i ragazzi partirà una denuncia diretta alla Procura dei Minori.