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Virus, lo shopping natalizio avrebbe causato diversi assembramenti

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Gli assembramenti si sarebbero verificati in tutta Italia, continuando così per il virologo Galli si rischierebbe una terza ondata.

assembramenti
La vice segretaria ha commentato gli episodi di assembramenti avvenuti recentemente.

Il passaggio da zona rossa a zona arancio di alcune regioni italiane nella giornata di ieri ha creato una folle corsa allo shopping in diverse città. Una scelta pericolosa che ha creato diversi assembramenti.

La riapertura delle regioni avrebbe spinto le persone allo shopping

Sulla questione, inoltre, si sarebbe espressa anche la vicesegretaria alla Salute Sandra Zampa intervistata a Radio 24.

“E’ sconcertante che le persone stentino a comprendere la gravità della situazione e che molto dipenda dai nostri comportamenti che devono essere virtuosi”.

Seconda Zampa, infatti, nonostante le esigenze che tutti hanno di fare compere, dopo aver constatato la situazione si sarebbe dovuto optare per tornare nel giorno successivo.

Per novità sulle restrizioni si dovrà attendere il 3 dicembre

L’intervista radiofonica è poi proseguita chiedendo alla vicesegretaria se ci sarà un divieto di spostamento fra Regioni dal 20 dicembre. La politica ha confermato che nonostante si stia pensando a misure parecchio severe al momento di deciso e concreto non vi è ancora nulla.

“Si cercherà di fare in modo che le persone comprendano che bisogna spostarsi il meno possibile il piano sarà presentato e illustrato dal ministro giovedì 3 dicembre”.

Inoltre, si è parlato anche del tema scuola. Secondo la vice è difficile pronosticare l’apertura degli istituti prima delle vacanze di Natale. Aprirla adesso per poi chiudere fra 20 giorni, come dichiarato dalla Zampa, non servirebbe a nulla.

Sugli assembramenti creati in seguito all’ondati di shopping si è espresso anche l’infettivologo Massimo Galli.

“E’ evidente che, se non si mantengono le precauzioni” necessarie a limitare la diffusione dei contagi “non potremo che rivedere una situazione simile a quella che abbiamo già vissuto”.

Il rischio di una terza ondata quindi è reale in caso si continuino a non rispettare le regole e creare sempre nuovi assembramenti.