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Villa Inferno, altre 3 persone arrestate dopo i festini

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Sono state arrestate altre tre persone nell’ambito dell’inchiesta scattata per i festini di Villa Inferno. Ecco i nuovi risvolti.

Tre nuovi arresti nell’inchiesta relativa a Villa Inferno, posto in cui si svolgevano festini. Diversi i reati di cui sarebbero accusate le persone coinvolte in queste misure.

Tra questi, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, prostituzione minorile, tentata truffa aggravata e pornografia minorile.

Villa Inferno – ricordiamo – è la villa di Pianoro, a Bologna, in cui venivano organizzati incontri e consumate droghe. Ecco tutte le novità sul caso.

Bologna minore
Sarebbero 7 gli indagati per i reati avvenuti nella cosi detta “Villa Inferno”.

Villa Inferno, tre nuovi arresti

I Carabinieri di Bologna hanno effettuato tre nuovi arresti nell’ambito dell’inchiesta di Villa Inferno, a Bologna.

Nell’abitazione, venivano organizzati appuntamenti a sfondo sessuale e spacciate sostanze stupecenti.

In totale, sono state raggiunge cinque persone dalle misure emanate, le quali sono accusate di reati molto gravi.

Tra questi, possiamo annoverare quelli di prostituzione minorile, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, pornografia minorile e tentata truffa aggravata.

Tre di esse sono state arrestate: due sono finite in prigione, mentre una è stata sottoposta agli arresti domiciliari.

Lo scoppio del caso

Il caso di Villa Inferno – ossia della villa situata a Bologna, precisamente a Pianoro – è scoppiato nel mese di febbraio 2020, quasi un anno fa.

Il tutto è partito da una denuncia depositata da una donna che denunciò la vicenda al comando dei Carabinieri di Bologna.

Ha raccontato ciò che veniva organizzato nell’abitazione, parlando dei vari allontanamenti della figlia minore di 17 anni che aveva anche assunto sostanze stupefacenti.

La minore, poi, sarebbe stata costretta a prostituirsi e gli atti intimi svolti nella stessa casa sarebbero stati pagati con somme di denaro, nonché con dosi di droga.

Anche la stessa 17enne ha raccontato cosa accadeva all’interno della villa, contribuendo, dunque, all’indagine stessa.

La giovane, infatti, ha raccontato in che modo erano organizzati i festini e come si svolgevano gli incontri a pagamento.