Home Spettacolo A “Vieni da me”, Gloria Guida in lacrime, ecco cosa è successo

A “Vieni da me”, Gloria Guida in lacrime, ecco cosa è successo

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Gloria Guida racconta la sua vita e la sua carriera a Caterina Balivo a “Vieni Da Me”. La star delle commedie all’italiana si è aperta ai microfoni della Balivo

Gloria Guida

Gloria Guida, ospite del programma “ Vieni da me”,  ricorda il suo primo film, alle telecamere del programma di Caterina Balivo.

Gloria Guida, star Italiana degli anni 50 e 60, famosissima per la sua partecipazione in moltissime commedie sexy dell’epoca., è stata intervistata oggi da Caterina Balivo nell’ambito del programma Vieni da me, condotto per l’appunto dalla Balivo. Guida ha raccontato molto di sé e della sua carriera, in particolare durate lo spazio del Programma chiamato “La cassettiera dei ricordi” la Guida, ha raccontato il suo esordio sul set, quando non aveva ancora raggiunto la maggiore età:

“Non mi sono mai sentita bella, mi sentivo normale, una ragazza come tutte”

ha dichiarato Giulia Guida ai microfoni di Caterina Balivo:

“Quando ho fatto il primo film, La Ragazzina, ancora non avevo compiuto 18 anni e venne mio padre perché non potevo stare sola sul set. Poi durante il film sono diventata maggiorenne e ho iniziato a fare le mie famigerate docce. Le docce facevano parte di quel tipo di film, erano una tappa fissa”

Il ricordo commosso del padre

Non solo lavoro, però, per Giulia Guida durante l’intervista con Caterina Balivo. All’attrice è stato infatti mostrato uno shaker da barman, ricordo del padre, che le aveva addirittura dedicato un cocktail di sua invenzione. È fu proprio, ricorda commossa Giulia Guida, a spingerla ad intraprendere la carriera di attrice.

“Lui voleva che entrassi nel mondo dello spettacolo, mi ha spronato subito come cantante e poi come attrice. Mi trema la voce, aiuto”.

Ha commentato commossa la Guida. Infine l’attrice ha voluto raccontare un aneddoto riguardante il suo rapporto con il padre

“Ho girato un film in Messico, pensate, e lui una volta alla settimana mi faceva recapitare una busta con un quadrifoglio perché voleva esserci sempre ed essere presente”.