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Rinvio scadenze fiscali 20 luglio, Tesoro non concede alcuna proroga e scatena l’ira dei Commercialisti

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Versamenti fiscali: nessuna proroga, per il MEF costa troppo (8,4 miliardi di euro)

Il Governo ha scelto di non concedere ulteriori rinvii alle scadenze fiscali previste per lunedì 20 luglio.

La decisione del MEF di non concedere alcuna proroga scatena l’immediata ira dei Commercialisti.

In fine dei conti erano mesi e mesi che il Governo concedeva rinvii, proroghe e sospensioni: secondo gli ultimi calcoli, si tratterebbe di ben 285 adempimenti che dovrebbero portare nelle casse erariali oltre 7 miliardi di euro.

Non tutti in effetti si attendevano una non proroga dei versamenti fiscali da parte del MEF, ciò ha cagionato l’ira dei Commercialisti che minacciano lo sciopero.

La categoria è sul piede di guerra nei confronti del Governo e minaccia di non “collaborare” con l’amministrazione fiscale.

Versamenti fiscali, nessuna proroga: le ragioni “tecniche” del MEF

Il 20 luglio sarà ricordato come il “Black Monday” per i contribuenti, i Commercialisti e l’Erario.

A causa del lockdown e della sospensione a causa dell’emergenza Covid-19 in questa data si sono accumulati decine e decine di adempimenti fiscali.

«L’ulteriore proroga richiesta inciderebbe sulla previsione delle imposte autoliquidate della nota di aggiornamento al Def che, come noto, deve essere presentata al Parlamento entro la fine del mese di settembre»,

riporta una nota del Tesoro.

Mancata proroga versamenti fiscali, le opposizioni della Lega

Le ragioni tecniche riportate nella nota del dicastero del Tesoro hanno scatenato la reazione dei deputati della Lega in commissione Finanze alla Camera che parlano di

«follia pura».

I deputati della Lega chiedono ora che

«sia disposta subito la proroga o quantomeno che si dia seguito all’ordine del giorno Gusmeroli, accolto durante l’approvazione del decreto Rilancio, di non applicare interessi e sanzioni sino al 30 settembre».

Mancata proroga versamenti fiscali 20 luglio: l’ira dei Commercialisti

Oltre all’opposizione della Lega il mancato rinvio delle scadenze fiscali ha scatenato l’ira dei Commercialisti che in un comunicato congiunto delle rappresentanze di categoria scrivono:

“Gli adempimenti straordinari legati alla emergenza coronavirus e le limitazioni lavorative per dipendenti e collaboratori degli studi professionali derivanti dalle misure anti-contagio hanno sottratto il tempo necessario per la predisposizione delle dichiarazioni e per determinare gli importi dei versamenti del 20 luglio.

I nostri studi sono pertanto in una situazione di grande difficoltà che è colpevole ignorare e che si somma alle gigantesche difficoltà economiche che sta vivendo il Paese”.